Surfisti rimasti in balia della onde.
Tratti in salvo con l’aiuto dei diportisti

SENIGALLIA - Il comandante dell'Ufficio locale marittimo ha ringraziato i soccorritori per il senso civico, la prontezza e lo spirito di solidarietà. Un esempio concreto di collaborazione tra cittadini e istituzioni nelle attività di salvaguardia della vita umana in mare

Il soccorso dei due surfisti

di Sabrina Marinelli

Due surfisti in balia delle onde, tratti in salvo grazie a una complessa operazione che ha coinvolto alcuni diportisti.

L’improvvisa rottura di una tavola e di una vela ha esposto domenica pomeriggio gli sportivi alle avverse condizioni meteomarine. Un forte vento e il mare agitato hanno iniziato a spingerli pericolosamente verso nord, impedendo loro ogni tentativo di rientro autonomo a riva.

La segnalazione è arrivata alla Guardia Costiera di Senigallia. Il comandante Salvatore Valente ha avviato subito le operazioni, allertando la motovedetta di soccorso della Capitaneria di Porto di Ancona. Determinante si è rivelata anche la pronta attivazione del sommozzatore del porto Francesco Pomponio e del socio della Lega Navale Loriano Fronzi, partiti dal Della Rovere mentre da Cesano hanno preso il largo tre diportisti dell’associazione La Batana: Simone Streccioni, Giacomo Silvestrini e Stefano Antognoni. Su richiesta del comandante non hanno esitato a prestare immediata assistenza ai surfisti, contribuendo in maniera decisiva al loro recupero in sicurezza.

I due sportivi, successivamente condotti in porto, sono risultati in buone condizioni di salute. Il comandante dell’Ufficio locale marittimo di Senigallia ha espresso un sentito ringraziamento ai diportisti intervenuti, sottolineando come il loro senso civico, la prontezza e lo spirito di solidarietà abbiano rappresentato un esempio concreto di collaborazione tra cittadini e istituzioni nelle attività di salvaguardia della vita umana in mare.

L’episodio rappresenta ancora una volta l’importanza della prudenza e della costante attenzione alle condizioni meteomarine prima di intraprendere qualsiasi attività in mare, come ricorda la Guardia Costiera.

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