Acqua, Castelfidardo dismette
la sua quota in Viva Servizi e Ancona
punta a ‘blindare’ il controllo pubblico
Un passo strategico per consolidare la propria influenza e soprattutto per `blindare’ il controllo pubblico nella gestione del servizio idrico integrato perché l’acqua è il bene più prezioso. La Giunta comunale di Ancona ha dato l’ok all’operazione di acquisto di una partecipazione societaria in Viva Servizi spa da parte del Consorzio Gorgovivo, conferendo mandato al sindaco Daniele Silvetti o a suo delegato di partecipare all’assemblea dello stesso Consorzio (di cui il Comune è socio di maggioranza) per votare a favore dell’acquisizione della partecipazione e, più in generale, dell’esecuzione dell’operazione nel suo complesso. «La quota di partecipazione del Comune di Ancona nel capitale della società Viva Servizi spa, in caso di esito positivo dell’operazione e dei successivi conferimenti, sarà complessivamente pari al 40,81%, di cui il 39,94% detenuta direttamente ed il 0,87% indirettamente per il tramite del Consorzio Gorgovivo». La questione sarà illustrata nei dettagli lunedì mattina in I Commissione consiliare e nel pomeriggio la proposta di delibera dovrà passare il vaglio del Consiglio comunale.
L’opportunità si è presentata dopo la decisione di Castelfidardo, Comune socio, di dismettere la propria partecipazione, pari all’1,91% del capitale sociale di Viva Servizi, considerata «non più funzionale ai fini istituzionali dell’ente». Dopo che nessun altro socio aveva esercitato il diritto di opzione, la quota è stata offerta al mercato, mediante pubblicazione di apposito avviso di asta con un valore di liquidazione stimato inizialmente in circa 2,97 milioni di euro. Nella seduta del CdA del Consorzio Gorgovivo, lo scorso 11 maggio, è stato deliberato l’avvio dell’iter operativo per la presentazione di un’offerta nel contesto di questa procedura che deve essere presentata entro il prossimo 19 giugno. Va chiarito subito che l’operazione non deve essere letta una mera transazione finanziaria, ma che risponde piuttosto a esigenze di governance. Per il Consorzio Gorgovivo, che è proprietario del complesso sorgentizio di Serra San Quirico, l’acquisto è infatti finalizzata a «rafforzare il presidio pubblico sul servizio idrico integrato» chiarisce la delibera, garantendo così una voce in capitolo nei processi decisionali del gestore, sebbene «non incide sulle condizioni dell’affidamento del servizio idrico integrato né sui requisiti previsti dalla legge applicabile nei casi di affidamento diretto in regime in house providing» evidenzia l’atto.
Anche per il comune di Ancona, uno dei 44 Comuni soci di Viva Servizi, l’impatto sarà «vantaggioso in quanto comporta l’accrescimento in via indiretta della propria partecipazione al capitale della spa, assicurando e rafforzando il controllo analogo sulla gestione del servizio idrico integrato». Nello specifico l’ente locale dorico vedrebbe la propria quota complessiva in Viva Servizi, salire dal 39,94% al 40,81% con 486.860 azioni aggiuntive comprese nel pacchetto azionario acquistato dal Consorzio Gorgovivo e «a tale percentuale corrisponde un valore nominale di capitale sociale posseduto che passa da 22.239.453 euro ad 22.726.313 euro» ricorda la delibera di giunta. Il Comune manterrà ferma invece la percentuale di partecipazione del 45,77% al Consorzio Gorgovivo. L’acquisizione viene inoltre definita dall’esecutivo anconetano come un «investimento prudente». Il Consorzio Gorgovivo vuole, infatti, finanziare l’operazione utilizzando le proprie disponibilità liquide, senza ricorrere all’indebitamento, avvalendosi della solidità finanziaria di una società gestrice che mostra bilanci positivi. L’atto evidenzia inoltre che l’iniziativa non viola le normative europee e risulta pienamente compatibile con i principi di efficienza e legalità richiesti dalla normativa italiana.
(Redazione CA)
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