facebook rss

Ecco Popping for Parkinson’s,
quando i tremori del corpo
si sconfiggono a passi di danza

E' UN PROGETTO terapeutico sperimentale e avanguardistico quello creato dal ballerino Simone Sistarelli, ospite di Cinematica. In pista porta le persone affette dal morbo e, al ritmo delle canzoni di James Brown e MIchael Jackson, fa domare loro la malattia. «Che non è più una cosa da negare, ma si rivela come una caratteristica del proprio corpo da abbracciare»
Print Friendly, PDF & Email

Simone Sistarelli in pista

 

Il tremore del corpo delle persone malate di Parkinson si fa danza Hip Hop. Arriva ad Ancona Popping for Parkinson’s, un avanguardistico progetto terapeutico che ha attirato l’interesse di università, associazioni per i Parkinsoniani, anche del sindaco di Londra, Sadiq Khan. Dove le persone affette dal Morbo vivono la loro corporalità nei movimenti del popping, tecnica di danza derivata dalla breakdance in cui ci si lascia andare a movimenti robotici, fatti di continue contrazioni e rilasciamenti muscolari. È il ballo reso celebre nel globo dal moonwalk di Michel Jackson. La presentazione di Popping for Parkinson’s, prevista su prenotazione al centro Sorgente di via Castelfidardo, rientra negli appuntamenti di Cinematica, il festiva di video arte che quest’anno si focalizza proprio sul rapporto fra danza, corpo, città. Con approfondimenti, come questo, anche all’universo della disfunzione e della malattia. Ad introdurre il progetto è il suo ideatore, Simone Sistarelli, classe ’92, che da 4 anni si è dedicato a questa tecnica di danza terapeutica. «L’incontro è con una platea di interessati e di possibili partner, come l’Associazione Parkinson Marche – spiega Sistarelli – il proposito è quello di avviare corsi anche nella provincia di Ancona. Con insegnanti di Popping for Parkinson’s che si attiveranno sul territorio».

Sistarelli

La scuola nasce a Londra nel 2015, per approdare presto a New York, Berlino, Torino, grazie a numerosi workshop. E chissà, dopo l’incontro di Cinematica, potrebbe attivarsi anche ad Ancona. «Lasciandosi andare alle movenze del popping, il malato di Parkinson accoglie il suo tremore, che non è più una malattia da negare, ma si rivela come una caratteristica del proprio corpo da abbracciare – racconta Sistarelli – Nelle lezioni non si è più pazienti, ma si diventa alunni di una disciplina. E questo di per sé è un principio che libera dopamina, l’ormone della felicità». Il progetto è cresciuto grazie a una serie di finanziamenti filantropici e scientifici, a ulteriore riprova della sua validità. Oltre che dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, contributi sono arrivati da operazione di crowdfunding, dall’ Universal Hip Hop Museum, da Mark Morris Dance Group, l’associazione newyorkese che studia gli effetti terapeutici della danza per il Parkinsoniani e che ancora non aveva mai puntato sulla tecnica del popping, ameno fino all’intuizione di Sistarelli. Le lezioni per i malati di Pakinson sono gratuite. Altre informazioni e video sono nel sito https://www.poppingforparkinsons.com. «I fondi raccolti ci servivano per coprire le sperse. I primi anni io insegnavo a titolo volontario, solo da poco siamo riusciti a mettere in bilancio gli stipendi per insegnanti» continua il maestro di danza. «Ma non è solo una questione e di inclusione sociale. C’è anche un aspetto prettamente scientifico. Noi tutti notiamo un calo dei tremori, a seguito delle lezioni. Studiare i risvolti neurologici del popping per i Parkinsoniani richiederà tempo. Di certo è una danza che col suo ritmo incanala in una particolare cadenza i movimenti di chi è affetto dal Morbo. Il riscontro è evidente, è per questo che il progetto ha sollevato così ampio interesse». C’è poi l’aspetto musicale. Le lezioni, che si rivolgono a gruppi anche di dieci persone, coinvolgono studenti dai quaranta anni in su, età in cui può manifestarsi la malattia. «C’è da dire che le sonorità funky dell’hip hop fanno particolarmente presa, generano piacere musicale. Negli ultimi decenni tutti abbiamo amato i sound di Michael Jackson e James Brown», chiosa il maestro di danza.

(Redazione CA)

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X