
Foto d’archivio
Aggredito alla stazione di servizio, a Marina di Montemarciano: transessuale e protettore condannati a cinque anni di reclusione ciascuno per il reato di rapina in concorso. Il fatto risale alla notte dello scorso 25 agosto, mentre la vittima – un 41enne che vive in Lombardia – stava trascorrendo l’ultimo giorno di vacanza nelle Marche. Si era fermato a un distributore sulla statale mentre stava andando in direzione nord. Come era arrivato con l’auto, una Toyota Yaris, alla stazione di servizio, si era avvicinata una squillo brasiliana di 38 anni. Ha raccontato il 41enne in aula: «Sembrava una donna, è salita in auto senza dirmi niente, dicendomi che le serviva un passaggio. Ho capito poco dopo che era un transessuale e allora le ho detto di scendere subito».

Il punto dove è avvenuta la rapina
Il rifiuto aveva innescato la reazione violenta dell’imputata che, secondo quanto contestato, aveva riempito di pugni il turista. In un secondo momento, sul posto era arrivato anche il presunto protettore della brasiliana, un connazionale di 24 anni. In due avevano picchiato il 41enne, arrivando a sottrargli l’auto e il borsello che c’era all’interno, con dentro documenti della vittima e circa 70 euro. «Appena sono riuscito a fuggire – ha detto la vittima – mi sono buttato sulla statale per chiedere aiuto. Ero sporco di sangue, nessuno mi ha aiuto. Me la sono fatta sotto dalla paura». I carabinieri di Senigallia erano arrivati ad identificare gli aggressori nel giro di un mese. Attualmente, la 38enne, difesa dall’avvocato Francesco Conti, si trova nel carcere di Reggio Emilia. Il protettore, assistito dal legale Nicoletta Pelinga, ai domiciliari, a Falconara.
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