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Bar e ristoranti,
‘lezioni’ di buone pratiche
contro l’inquinamento

CAMERANO - Il Comune non emetterà un'ordinanza che vieta l'uso della plastica come hanno fatto altri enti locali, ma punterà sulla comunicazione e sensibilizzazione. Una squadra di operatrici, autorizzate effettuerà attività di comunicazione e controllo sulla qualità della raccolta direttamente presso le utenze
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Le attività di ristorazione, bar e vendita alimenti di Camerano riceveranno in questi giorni, nella propria casella di posta elettronica certificata, una serie di suggerimenti che, senza particolari costi aggiuntivi, possono fare la differenza in termini riduzione di rifiuto indifferenziato ed inquinamento in generale. In particolare l’amministrazione comunale propone di: usare materiale riutilizzabile o compostabile al posto della plastica “usa e getta” (bicchieri in plastica, posate, cannuccie, piatti etc…); preferire l’uso dell’acqua dell’acquedotto o di bevande alla spina a quelle confezionate; usare tovaglie in carta riciclata; raccogliere e conferire l’olio usato presso il Centro Ambiente; utilizzare detersivi ecocompatibili; informare i propri clienti che è possibile asportare il cibo non consumato (solo il 10% degli italiani lo fa); donare le eccedenze alimentari ad Associazioni di volontariato o alla Caritas Parrocchiale presso il Centro Giovanile “Assuntina Ceci” di Camerano, progetto che da anni distribuisce quotidianamente ad oltre trenta famiglie il cibo non porzionato prelevato nelle mense scolastiche del Paese; donare avanzi a strutture di ricovero animali; effettuare con rigore la raccolta differenziata.

l’assessore Costantino Renato con i contenitori della raccolta differenziata

«I suggerimenti non rimaranno solo sulla carta – chiarisce subito l’assessore Costantino Renato – in quanto è operativa, già da diversi mesi, una squadra di operatrici, autorizzate da Ata e Comune, che effettueranno attività di comunicazione e controllo sulla qualità della raccolta direttamente presso le utenze. Scopo dei “blitz” delle operatrici è quello di assistere e fornire tutti gli strumenti tecnici e conoscitivi utili a correggere eventuali comportamenti errati. In caso di situazioni particolarmente critiche vengono attivati Assessorato e ufficio Ambiente e gli agenti di Polizia Locale. Le attività commerciali possono richiedere all’Assessorato Ambiente del Comune un sopralluogo calendarizzato (quindi non a sorpresa) per poter avere chiarimenti e discutere sulle problematiche sorte presso la propria utenza».

«Contrariamente a quanto stanno facendo alcuni Comuni, Camerano al momento non emetterà alcun ordinanza sul divieto dell’uso della plastica. – prosegue l’assessore -Riteniamo infatti che sia più importante effettuare ulteriori campagne di sensibilizzazione e di informazione, valutando e tenendo sotto controllo gli effettivi progressi, le criticità riscontrate e le azioni correttive da mettere in campo per poter avere risultati tangibili e duraturi. Il tutto ovviamente in attesa che ci sia una completa rivisitazione sulla produzione e il commercio di questo materiale. Ordinanze emesse senza che siano supportate da un reale apparato di servizi collaudati e un sistema di controlli ben organizzato, rischiano infatti di rimanere solo sulla carta. Inoltre considerato che ogni Ente sta producendo atti a propria discrezione, che potrebbero definirsi “borderline”, forse sarebbe stato utile che il Ministero dell’Ambiente si fosse fatto carico di emanare norme, procedimenti o linee guida specifiche».

C’è inoltre da considerare che il problema non riguarda solo la plastica, ma sarebbe utile avviare tutta una serie di buone pratiche collegate alla riduzione dello spreco alimentare, l’uso di detersivi ecocompatibili, l’acquisto di carta riciclata, la raccolta dell’olio usato. «Un buon comportamento va ben oltre qualsiasi norma, regolamento o ordinanza. – chiude Costantino Renato – Ridurre la quantità di rifiuti conferiti e combattere lo spreco alimentare è un dovere morale e ambientale. L’attuale situazione di consumo forsennato di risorse, impone che le stesse siano gestite con coscienza sociale ed equità. Gettare via il cibo, non effettuare la raccolta differenziata o peggio inquinare con abbandoni, è intollerabile dal punto di vista etico, economico e soprattutto è uno sfregio per l’ambiente, perché rappresenta un consumo di risorse inutile e reca danni a tutto il territorio comunale».

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