facebook rss

«Ospedali di rete svenduti ai privati»,
il comitato lancia l’allarme

SANITA' - Dopo il caso di Sassocorvaro Beatrice Marinelli, vicepresidente per la provincia di Macerata, sostiene che «la stessa fine la faranno i presidi di Civitanova, San Severino, Fabriano, Osimo e sta già accadendo a Recanati, Tolentino, Cingoli»
Print Friendly, PDF & Email

 

Beatrice Marinelli

 

Rischio cessione al privato della sanità pubblica. Il comitato pro ospedali pubblici delle Marche lancia l’allarme dopo il caso dell’ospedale di Sassocorvaro in provincia di Pesaro. «La stessa fine la faranno i presidi di rete di Civitanova, San Severino, Fabriano, Osimo e sta già accadendo a Recanati, Tolentino, Cingoli e agli altri ospedale di rete. Trasformati in cronicari con qualche ambulatorio part-time, ed ora destinati alla svendita al privato». A dirlo è Beatrice Marinelli, vicepresidente della provincia di Macerata del comitato e membro del direttivo regionale che commenta così la delibera regionale del 10 giugno per il Lanciarini di Sassocorvaro: «la gestione privata che finora riguardava alcuni singoli reparti interni come ortopedia e riabilitazione ora riguarderà l’intera clinica ed è interamente in mano ad un’azienda privata. Tutto questo avviene in parallelo con l’opera faraonica di costruzione di 6 nuovi maxistrutture ospedaliere provinciali costosissime. Il disegno era delineato e ci era ormai chiaro da tempo: nelle nostre assemblee ed incontri lo abbiamo illustrato ampiamente. Da un lato nella sanità italiana stringenti logiche legate al vincolo di bilancio pubblico inducono a drastici tagli, dall’altro impongono il rispetto di parametri numerici ed il superamento di soglie quantitative inerenti i volumi di servizi e prestazioni erogati, presupponendo che al di sotto di tali valori minimi non siano garantiti ai cittadini i requisiti di sicurezza e di qualità del servizio sanitario stesso. Le Regioni quindi, se per rispettare il vincolo di bilancio attuano pesanti riduzioni, parallelamente a causa della minore offerta e dei minori volumi annui di erogazioni che ne conseguono, possono deliberare secondo i principi di precauzione e di appropriatezza, la chiusura di reparti e funzionalità. E’ un paradosso mortale, un meccanismo diabolico. Emblematico è l’esempio dell’ospedale Lanciarini che insieme al nosocomio di Cagli, anch’esso prima ridimensionato e poi privatizzato, ha fatto da ospedale capofila della scellerata politica regionale ceriscioliana di depauperamento della sanità pubblica».

Civitanova, il Tribunale del malato: «Situazione insostenibile Chiariscano i tempi dell’ospedale unico»

</

Sostieni Cronache Ancona

Cari lettori care lettrici,
da diverse settimane i giornalisti di Cronache Ancona lavorano senza sosta, per fornire aggiornamenti precisi, affidabili e gratuiti sulla emergenza Coronavirus. In questa situazione Ca impiega tutte le sue forze, dando lavoro a tanti giovani, senza ricevere un euro di finanziamenti pubblici destinati all’editoria. Riteniamo che in questo momento l’informazione sia fondamentale perciò la nostra redazione continua a lavorare a pieno ritmo, più del solito, per assicurare un servizio puntuale e professionale. Ma, vista la situazione attuale, sono inevitabilmente diminuiti i contratti pubblicitari che ci hanno consentito in più di undici anni di attività di dare il meglio.
Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento senza precedenti.
Grazie

Puoi donare un importo a tua scelta tramite bonifico bancario, carta di credito o PayPal

Per il Bonifico Bancario inserisci come causale "erogazione liberale"
IBAN: IT49R0311113405000000004597
CODICE SWIFT: BLOPIT22
Banca: UBI Banca S.p.A
Intestatario: CM Comunicazione S.r.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page