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L’attore tolentinate
Fabrizio Romagnoli protagonista
del thriller “Non mi odiare”

CINEMA - Vestirà i panni di Aurelio, il controverso protagonista del film scritto e diretto da Marco Cercaci le cui riprese sono in corso in questi giorni tra Falconara e Jesi: «Per me questo ruolo è un percorso di infinita crescita professionale»
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Fabrizio Romagnoli

 

di Francesca Marsili

Allure d’altri tempi, volto che buca lo schermo, sulle sue spalle decenni di eclettica esperienza che spazia dalla recitazione teatrale fino a quella cinematografica muovendo tra musical e fiction. Ciak si gira! per l’attore tolentinate Fabrizio Romagnoli che vestirà il ruolo di Aurelio, il controverso protagonista del thriller “Non mi odiare” scritto e diretto da Marco Cercaci le cui riprese sono in corso in questi giorni tra Falconara e Jesi.

Aveva 16 anni Romagnoli quando nel 1986 calcò per la prima volta le assi di legno del palcoscenico, «Capii subito che la recitazione sarebbe stato il mio più grande amore, oggi sono 31 anni che svolgo questo mestiere che rappresenta tutta la mia vita» confessa l’attore tolentinate con la felicità di essere stato scelto per il ruolo di protagonista. Si definisce con molta umiltà educato gentile e simpatico e crede fermamente che alla base di un attore debba esserci studio, preparazione e perché no, anche un pizzico di fattore c. «Con il regista Marco Cercaci ho già lavorato in passato in un suo spettacolo teatrale, mi conosceva, ho fatto il provino e sono stato preso. Mi ha reso felice essere scelto in modo onesto e meritocratico, come ai vecchi tempi. Appena ricevuta la sceneggiatura mi sono immediatamente appassionato al personaggio dalle molteplici personalità, una difficile prova d’attore».

Le pochissime indiscrezioni sulla trama che trapelano dal set, le rivela il regista Cercaci: «Potrebbe sembrare un film di guerra poiché le ambientazioni sono collocate verso la fine della seconda guerra mondiale, durante la liberazione, in realtà il film “Non mi odiare” parla di un aspetto importante, lo sdoppiamento di personalità di Aurelio, di una persona al limite tra l’essere ancora normale e non esserlo. In questo contesto si dipana la trama con le caratteristiche di un thriller, colpi di scena innescano continui flashback che rimbalzano tra il 1944 e i giorni nostri». «Ho studiato tantissimo il personaggio di Aurelio per cercare di entrare nella sue molteplici e complicate personalità – racconta Romagnoli – mi sento trasportato in un altro mondo per la particolarità della storia ed i repentini cambi di umore del protagonista. Questo ruolo è un percorso di infinita crescita professionale». Fabrizio debutta giovanissimo come attore nello scintillante mondo del musical con “La piccola bottega degli orrori” prodotto dalla Compagnia Della Rancia per poi essere riconfermato dagli stessi produttori anche nei cast di “A Chorus Line”, “Cabaret” ,”West Side Story” e “Grease”, spettacoli che lo hanno visto impegnato in tournèe per dieci anni. Subito dopo arriva quella che ci racconta essere stata l’esperienza più significativa della sua carriera, cinque anni in Germania impegnato come protagonista dei musical “Cats” e “Buddy Holly” lavorando al fianco di artisti provenienti persino da Broadway culla per eccellenza di questo genere di spettacolo teatrale dove l’attore deve saper ballare, cantare e danzare contemporaneamente e dove Fabrizio si è forgiato a suon di disciplina.

Attore, autore, regista teatrale, insegnante di recitazione e scrittura drammaturgica, un professionista a 360 gradi che lo vede passare dal palcoscenico al piccolo schermo interpretando ruoli in fiction che hanno registrato grandi ascolti come: “Agrodolce”, “Distretto di polizia”, “Un medico in famiglia” e “Un posto al sole”. Ruoli importanti anche in diversi progetti cinematografici sul grande schermo come “Il generale dalla Chiesa”, “Il segreto di Italia”, “Sulle tracce del genio” oltre ad essere stato testimonial per diversi spot pubblicitari come quello per la Toyota Rav4, Findomestic per citarne alcuni. Se gli si chiede se ama di più il palcoscenico o il set cinematografico Fabrizio risponde che per lui entrambe le situazioni sono magia e con un velo di melanconia sostiene che la televisione ha purtroppo fatto passare il messaggio che l’importante è apparire, la rincorsa alla popolarità effimera ha fatto scendere di livello di qualità degli attori affermando: «ho troppo colleghi bravi che hanno rinunciato perché non sono riusciti ad essere notati». Alla domanda “Dove sarai tra dieci anni?”, Romagnoli risponde: «spero tanto a cercare di memorizzare le battute di un nuovo personaggio»

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