facebook rss

Pellegrini intossicati a tavola,
sospetti su lasagne e roast beef:
prevelati i campioni di cibo

OSIMO - L'Istituto Zooprofilattico di Umbria-Marche di Ancona li sottoporrà alle analisi batteriologiche per accertare l'origine della contaminazione. I carabinieri hanno ricostruito anche la filiera alimentare ed individuato i luoghi dove le pietanze sono state cotte prima di essere servite a tavola nei locali parrocchiali della Misericordia
domenica 1 Settembre 2019 - Ore 19:25
Print Friendly, PDF & Email

Un momento della cena offerta ai pellegrini della cicloturistica Copertino-Osimo, venerdì sera alla Misericordia

 

Sospetta intossicazione alimentare dei pellegrini della cicloturistica Copertino-Osimo: non ha ancora un nome il batterio che potrebbe averla provocata. I carabinieri di Osimo hanno però ricostruito la filiera alimentare ed individuato i luoghi dove le pietanze sono state cotte prima di essere servite a tavola nei locali della parrocchia della Misericordia di Osimo. Trentatrè adulti e due bambini, verso le 2 di ieri, sabato 31 agosto, sono dovuti ricorrere alle cure degli ospedali di Osimo, Torrette e del Salesi di Ancona in preda a forti conati di vomito, nausea, dissenteria e a un senso di spossatezza. Malesseri improvvisi insorti poche ore dopo aver cenato nel salone parrocchiale, messo solo a disposizione dai religiosi. Nella giornata di ieri tutti i pazienti sono stati dimessi e sono ripartiti verso la Puglia.

La conviviale di venerdì non era stata pagata dai singoli partecipanti come succede al ristorante, ma voleva essere solo un momento di aggregazione offerto dagli organizzatori osimani del pellegrinaggio per San Giuseppe da Copertino ai ciclisti salentini e alle loro famiglie arrivate in città in pullman. Con il 18 settembre si avvicinano i festeggiamenti patronali condivisi dalle due città del ‘santo dei voli’, nato a Copertino e morto a Osimo. E come accade ogni anno il gesto di ospitalità viene poi contraccambiato quando la delegazione ‘senza testa’ è accolta nel Salento. I militari hanno anche appurato che, stando al menu, venerdì sera sono state servite portate di melone e prosciutto crudo, lasagne e roast beef di carne, oltre alle bevande. I cibi ‘indiziati’ sui quali si concentrano i sospetti sarebbero per ora le lasagne e la carne che potrebbero anche essersi avariate per effetto delle temperature torride di questi giorni. Gli alimenti erano stati, infatti, acquistati in vari negozi e cucinati in posti privati differenti. La carne è stata invece cotta in un forno di una frazione osimana. Una volta trasportati alla Misericordia, senza necessità di seguire specifici protocolli sanitari, sono stati divisi in porzioni e somministrati come si sarebbe fatto in una qualsiasi casa, in famiglia.

Ieri gli esperti dell’Ufficio Servizio igiene degli alimenti-Asur di Jesi incaricati di far luce sulla vicenda, hanno prelevato i campioni del cibo residuo per sottoporli alle analisi batteriologiche dell’Istituto Zooprofilattico di Umbria-Marche di Ancona. Il resto delle porzioni non consumate venerdì è stato distrutto. Sulla scorta dei referti si potrà accertare l’origine della contaminazione. L’attività d’indagine dei carabinieri della stazione di Osimo, diretti da pochi giorni dal nuovo comandante Massimo Paoloni con lunga esperienza nel Nas, sono mirate invece a non tralasciare alcun aspetto della vicenda, anche quello amministrativo per individuare eventuali illeciti. Al momento non sono perseguiti reati penali che dovrebbero essere segnalati, salvo svolte eclatanti, dalle querele dei pellegrini piuttosto intenzionati ad archiviare la vicenda come un incidente di percorso.

Malori dopo la cena in parrocchia, in 37 finiscono all’ospedale: sospetta intossicazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X