facebook rss

Munizioni fatte esplodere nella cava,
la rabbia dei residenti:
«Nessuno ci ha avvisati»

TREIA - La Prefettura spiega che le operazioni si sono svolte in sicurezza. I boati avvertiti anche nell'Anconetano, a Filottrano e Jesi
Print Friendly, PDF & Email

 

Le munizioni fatte esplodere nella cava

 

«Nei giorni 10,15, 22 ottobre sono avvenute delle esplosioni nella cava di Schito a Treia, scelta per far brillare dei proiettili bellici ritrovati a Civitanova. Il problema è che le nove esplosioni suddivise nelle tre mattinate, sono avvenute in maniera violenta e senza che nessuno ci avvertisse». Questa la protesta di alcuni residenti della zona, dove anche stamattina in molti hanno sentito le esplosioni provenire da una delle cave di Schito. Diverse le segnalazioni a Cronache Maceratesi, con un tam tam sui social per capire cosa fossero le esplosioni sentite anche fino ad Appignano, Chiesanuova ma anche nell’Anconetano nei comuni di confine come Filottrano e Jesi. La Prefettura spiega che si tratta di operazioni di disinnesco di ordigni bellici, in particolare dei 160 proiettili della Seconda guerra mondiale che erano stati trovati durante lo scavo di un cantiere a Civitanova. Le operazioni sono state curate dagli artificieri del reggimento Genio ferrovieri dell’esercito che ha individuato la cava come luogo idoneo dopo un sopralluogo. Le esplosioni sono avvenute in più giorni per motivi di sicurezza e, sempre la Prefettura specifica che le distanze di sicurezza dalle abitazioni sono state rispettate. Le comunicazioni hanno raggiunto Comune, carabinieri e anche, nel caso di emergenze, la Croce rossa. Ma per qualche motivo da appurare i residenti della zona non sapevano nulla. «Espongo con rabbia i fatti – spiega una delle residenti – poiché nella zona ci sono abitazioni a meno di 500 metri con bambini piccoli e persone anziane che si sono spaventate, aziende agricole che vantano quantitativi importanti di animali che, a seguito di quei botti si sono “imbizzarriti”. Noi abitanti della zona siamo dovuti andare a tentoni per capire cosa stesse accadendo: i vigili urbani di Treia e Cingoli erano completamente ignari della situazione e ci hanno rimbalzati ad altri autorità. Solo un dipendente del comune di Cingoli si è adoperato per farci capire qualcosa in più». La residente sostiene inoltre che le esplosioni avrebbero messo a rischio la sua abitazione dichiarata inagibile: «In questi ultimi giorni, grazie a questi scoppi fortissimi, si sono allargate le vecchie lesioni e sono sopraggiunte delle nuove. Chi pagherà i danni?».

Munizioni nel cantiere, distrutti 160 proiettili

</

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X