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Blitz della polizia a Palazzo del Popolo:
funzionario comunale
in manette per corruzione aggravata

ANCONA - La maxi operazione della Squadra Mobile, attivata in Comune con il supporto degli agenti della sezione giudiziaria della Polizia locale, è scattata stamattina ed ha coinvolto negli arresti anche 4 imprenditori nel settore dell'edilizia. Sono in corso 10 perquisizioni a carico degli indagati, in tutto 30
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La volante della polizia davanti al Comune di Ancona (foto Giusy Marinelli)

 

Le indagini della Squadra Mobile di Ancona sono partite diversi mesi fa e stamattina i poliziotti della Questura insieme agli agenti della sezione giudiziaria della Polizia locale hanno fatto scattare l’incursione a sorpresa negli uffici comunali di Ancona. Sono entrati a Palazzo del Popolo, per arrestare in custodia cautelare un funzionario indagato per il reato di corruzione aggravata, accompagnandolo fuori dal Comune, in via XXIV Maggio, tra lo stupore dei colleghi e dei numerosi presenti. La  sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli ha convocato una conferenza stampa.

Nel frattempo la Squadra Mobile ha confermato di aver attivato,  nelle prime ore della mattinata, l’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona dando esecuzione a  5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un dipendente pubblico in servizio presso il Comune di Ancona e di 4 imprenditori del settore edilizia ritenuti responsabili di corruzione aggravata L’articolata e complessa attività investigativa, iniziata nell’autunno del 2018, ha visto come principale protagonista il pubblico ufficiale del Comune di Ancona il quale, violando quelli che sono i principi cardine del buon andamento della pubblica amministrazione, ovvero il principio di trasparenza, economicità, correttezza, nonché inosservante del rispetto del principio di rotazione degli inviti e delle assegnazioni dei lavori e ne liquidava il compenso in modo diretto e sistematico sempre alla stessa rosa di ditte “amiche” comprese in un vero e proprio “cartello”, una moltitudine di lavori in gran parte mai eseguiti e, in altri numerosi casi eseguiti solo in parte e per un valore di gran lunga inferiore a quello corrispondente al denaro pubblico erogato. in cambio il dipendente pubblico riceveva dagli “imprenditori amici” ogni forma di illegittima utilità riscontrata durante l’attività di indagine. Nel corso dell’attività investigativa sono emersi altri fatti delittuosi che hanno coinvolto altre 30 persone, indagate, a vario titolo per i reati di abuso d’ufficio; falsita’ materiale e ideologica in atti pubblici; turbata liberta’ degli incanti ed in materia ambientale; truffa aggravata ai danni dello stato finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e rifiuto di atti d’ufficio

Sono tutt’ora in corso anche 10 perquisizioni locali delegati dall’Autorità Giudiziaria a carico di parte degli indagati implicati a vario titolo nella vicenda giudiziaria.

(servizio in aggiornamento)

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