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L’ospedale ‘Carlo Urbani è
in sofferenza di personale:
il grido di allarme dei sindacati

JESI - Il turn over dei dipendenti nel 2019 è stato coperto solo parzialmente con contratti a tempo determinato e mancano all'appello infermieri, Oss e operatori Cup. Una situazione tale da non consentire nemmeno la reale programmazione delle ferie estive
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L’ospedale di Jesi Carlo Urbani (foto d’archivio)

 

Ospedale ‘Carlo Urbani’ di Jesi, il piano occupazionale non convince i sindacati. Fp Cisl e  Uil Fpl con grande preoccupazione rilevano che la situazione del personale dell’Asur Area Vasta 2 e di conseguenza del personale del presidio ospedaliero jesino è ancora critica: pochi giorni fa è stato presentato, dalla Azienda Sanitaria Unica Regionale, il Piano di fabbisogno del personale per il triennio 2019/2021, e dall’analisi dei dati raccolti in questi mesi, la situazione non è molto confortante e tantomeno chiara, a giudizio delle organizzazioni sindacali. In particolare, all’ospedale di Jesi c’è stata una riduzione di 35 infermieri, 9 Oss e 3 operatori Cup a fronte dell’assunzione di 10 infermieri, 3 Oss e 1 operatore Cup.

«Sono i frutti avvelenati del taglio al tetto di spesa del personale dell’Area Vasta 2, che, con Determina della Direzione Generale Asur n.78 del 20 febbraio 2019, era stato abbattuto di 4.415.420 euro. Ad oggi tuttavia risulta essere in discussione la possibilità di ripartire a livello Asur circa 2 milioni 600 mila euro – scrivono Stefania Franceschini (Cisl Fp) e Patrizia Ercoli (Uil Fpl) – riteniamo che tale cifra dovrebbe dare un po’ di respiro alle Aree Vaste maggiormente colpite dal taglio proprio come l’Area Vasta 2. Come ormai chiaro, nell’Area Vasta 2 il turn over del personale nel 2019 è stato coperto solo parzialmente, garantendo per il primo semestre del 2019 solo i rinnovi dei contratti a tempo determinato, che se non prorogati avrebbero comportato la riduzione di ulteriori servizi rispetto alla situazione che si è poi verificata durante il periodo estivo, che già di per sé è stata molto difficile. Elemento questo collegato anche ad un notevole tasso di precarietà del personale soprattutto tra infermieri ed Oss».

Per le organizzazioni sindacali «tutto ciò a conferma di quanto più volte dichiarato e cioè che il piano ferie estive, ha soltanto messo in evidenza la diminuzione di personale operata nell’ AV2; una carenza di organico tale da non consentire la reale programmazione delle ferie estive e rispetto alla quale va chiarito che, stando a quanto scritto nel piano occupazionale 2019/2021, il numero di operatori cessati a vario titolo nel primo semestre non verrà recuperato».

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