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Ricevuti al Castello
gli studenti dell’Erasmus

FALCONARA - Gli aderenti al progetto arrivano da Francia, Portogallo e Romania. A tutti i ragazzi il sindaco Stefania Signorini ha donato una borraccia, simbolo della lotta alla plastica usa e getta
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Sono stati ricevuti questa mattina al Castello, dal sindaco Stefania Signorini, i ragazzi che partecipano al primo dei due progetti Erasmus cui ha aderito l’istituto comprensivo Falconara Centro. Dal 24 al 30 novembre l’istituto Centro ospita infatti 29 studenti e sei docenti stranieri che hanno aderito al progetto Green School – Ecoles Vertes. Gli ospiti arrivano dai tre Paesi partner, ossia Francia, Portogallo e Romania: gli studenti sono ospitati dalle famiglie dei loro coetanei italiani, mentre i docenti sono alloggiati in hotel. A tutti i ragazzi il primo cittadino falconarese ha voluto donare una borraccia, simbolo della lotta all’utilizzo della plastica usa e getta, mentre agli insegnanti italiani e stranieri e alla dirigente scolastica Angelica Baione ha regalato un libro fotografico sul fiume Esino.

In questa prima visita in Italia i ragazzi saranno impegnati in attività incentrate sulla protezione della biodiversità. Sono previste un’escursione al Parco del Conero e una visita alle grotte di Camerano, un visita all’Oasi Ripa Bianca di Jesi e una alle Grotte di Frasassi. Si tratta infatti anche di un’occasione per scoprire e promuovere il nostro territorio con le sue bellezze naturali e culturali. Sono inoltre organizzate attività a Falconara: un orienteering (sport che porta a esplorare con cartina e bussola un territorio sconosciuto) al Parco Kennedy e la pulizia della spiaggia locale. Le successive ‘mobilità’ saranno rispettivamente in Romania, Francia e infine Portogallo.

«Apprezzo il progetto cui ha aderito l’istituto comprensivo Falconara Centro – è il commento del sindaco Signorini – sia per la tematica scelta, che riguarda l’ambiente, sia per lo scambio culturale che caratterizza l’Erasmus e che rappresenta l’occasione per i ragazzi di viaggiare e di aprire le loro menti».

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