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Inchiesta corruzione,
blitz di Fratelli d’Italia in Comune:
«Commissione d’indagine subito»

ANCONA - Striscioni appesi questa notte all'ingresso del Palazzo del Popolo e su una staccionata dei laghetti del Passetto, il cui restyling è finito nel mirino della procura nell'ambito dell'inchiesta Ghost Jobs
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Lo striscione in Comune

 

Corruzione in Comune, blitz notturno di Fratelli d’Italia: appesi due striscioni. Uno ai laghetti del Passetto, l’altro all’ingresso del municipio. La protesta è montata il giorno dopo la bocciatura del sindaco Mancinelli alla richiesta della commissione d’indagine da parte delle opposizioni per approfondire il contesto politico dell’inchiesta Ghost Jobs. «Il sindaco considera risibile che dei politici possano controllare l’operato di altri politici, nonostante la Commissione d’indagine sia prevista oltre che dal regolamento del Consiglio comunale anche da una legge nazionale – ha detto Angelo Eliantonio, consigliere comunale di Fratelli d’Italia rivendicando l’iniziativa – è un fatto politico grave per questa città poichè certifica che evidentemente Valeria Mancinelli si ritiene al di sopra delle leggi e dei regolamenti. Nei giorni scorsi abbiamo chiamato gli anconetani alla mobilitazione con una partecipata raccolta firme e con loro abbiamo preso un impegno. Ora siamo pronti a scendere in piazza per una grande manifestazione di cittadini che pretendono verità».

Lo striscione ai laghetti

Secondo FdI, per Mancinelli  «i Consigli comunali, le Commissioni, le Commissioni d’indagine di garanzia e di controllo sono solo un orpello fastidioso. Dovrebbe essere nell’interesse della stessa maggioranza chiarire politicamente quanto prima gli aspetti torbidi rispetto alla gestione degli appalti pubblici e degli affidamenti diretti, così disse qualche consigliere del PD nelle scorse settimane. Evidentemente qualcuno mentiva. Com’è possibile, ma soprattutto perchè chi governa Ancona continua a minimizzare e a fare muro? Durante l’ultima seduta in aula è stato lo stesso sindaco Mancinelli a gettare via la maschera, sostenendo che il problema sarebbe la terzietà e la non imparzialità di un’eventuale presidenza della Commissione d’indagine, che da regolamento spetta all’opposizione. Di fronte a questa reinterpretazione tutta soggettiva del concetto di democrazia sorge spontaneo un altro dubbio legittimo: non è che qualcuno ha qualcosa da nascondere? Ad ogni modo, in entrambi i casi, il sentimento prevalente che muove l’operato di questa amministrazione quando si parla di necessità di fare chiarezza e trasparenza è la paura».

Bocciata la commissione d’indagine Mancinelli: «Strumentalizzazione» Lega: «Dimettiti»

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