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Ex alunni esclusi dai corsi musicali,
la consigliera Bordoni:
«La scuola estenda l’assicurazione»

OSIMO - L'esponente delle Liste civiche prende le difese dei 4 ragazzi che da 8 anni seguivano le lezioni extracurriculari nel plesso scolastico di Osimo Stazione pur frequentando istituti di studi superiori e che ora si sono visti negare l'ingresso nelle aule
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Monica Bordoni

 

Frequentavano da anni il corso musicale del progetto extracurriculare ‘Scuole Aperte’ anche se ormai avevano lasciato le scuole dell’obbligo di Osimo Stazione, dopo la promozione, per seguire indirizzi di studi superiori. Da quest’anno però le lezioni di musica pomeridiane  fino pochi mesi fa aperte anche agli ex alunni, sono state dedicate soltanto agli studenti iscritti alla scuola che ricade sotto la giurisdizione dell’Ic ‘Bruno da Osimo’. A prendere le difese degli esclusi è la consigliera comunale Monica Bordoni. «Sono 4 i ragazzi esclusi dal progetto scuole aperte dopo 8 anni di regolare frequenza. “Scuole Aperte” è il progetto extracurriculare della ‘Bruno da Osimo’, attivo da tantissimi anni con un indiscusso successo, anche perché nel progetto c’è lo studio della musica e dello strumento musicale. – spiega l’esponente delle Liste civiche – Ad Osimo Stazione in particolare, lo studio della batteria è andato per la maggiore tanto che i ragazzi per anni hanno continuato assiduamente a partecipare al progetto Scuole Aperte, che si svolge in alcuni pomeriggi benchè frequentassero ormai le scuole superiori. Un servizio extracurriculare, lodevole a disposizione dei giovani della nostra frazione. Da quest’anno il progetto “Scuole Aperte” è stato limitato solo ai studenti che frequentano il plesso, negando cosi l’accesso ad alcuni ragazzi che del suono della batteria ne hanno fatto da oltre 8 anni il loro hobby preferito».

La consigliera di minoranza rivolge pertanto un appello alla dirigenza scolastica e all’Amminsitrazione comunale perché «si adoperino in fretta a trovare una soluzione per questi ragazzi, dispiaciuti e delusi perchè si vedono negato un servizio, purché a pagamento, al quale hanno sempre usufruito nonché l’utilizzo degli spazi e dei locali pubblici quale rappresenta la scuola. Riteniamo che le attività e le tanto conclamate politiche giovanili vanno sostenute e non ostacolate , suggeriamo di prendere in considerazione l’estenzione della polizza assicurativa gia in essere alla scuola, affinché il problema possa essere risolto a favore di questi 4 ragazzi, disponibili anche a farsi carico della eventuale quota assicurativa. Le famiglie sono più serene di sapere che figli sono all’interno della scuola piuttosto che lasciati bighellonare in giro per la frazione, e le istituzioni di ogni ordine e grado devono essere di supporto non possono non dare risposte».

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