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Nuovo Inrca, fuori Cmc
Le altre imprese rilevano le quote:
«Presto ripartiranno i lavori»

ANCONA – Ennesimo cambio di passo per lo sfortunato cantiere. Il Tribunale di Ravenna ha accettato la proposta giunta dopo il forte rallentamento dei lavori a causa dell'ammissione al concordato preventivo della ditta ravennate capofila. Tavolo in Regione la prossima settimana per stabilire il cronoprogramma delle opere
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Il plastico del nuovo ospedale Inrca-ospedale di rete dell’Aspio di Camerano

 

 

Alla posa della prima pietra, nel lontano 2014, c’erano davvero tutti: al fianco dell’allora governatore Gian Mario Spacca, erano presenti le alte sfere civili, militari e religiose, schierate una affianco all’altra come nelle occasioni più importanti. Il conoprogramma parlava del completamento dei lavori entro il 2016, ma poi l’iter per la realizzazione del nuovo Inrca si è impantanato in una serie di sventure legali, economiche e finanziarie che hanno colpito le quattro ditte avvicendatesi dal 2012 ad oggi. L’ultima in ordine di tempo ha riguardato la Cmc di Ravenna, ammessa al concordato preventivo nel dicembre 2018 a causa di evidenti difficoltà economiche. Ora però, qualcosa torna a muoversi e, a breve, i lavori nel cantiere potranno tornare a regime, dopo il brusco rallentamento dovuto al commissariamento dell’attività straordinaria della Cmc. A renderlo noto è la Regione, che annuncia l’accoglimento, da parte del Tribunale di Ravenna, della proposta di acquisizione delle quote della C.m.c da parte delle altre ditte dell’Associazione Temporanea di Impresa che si era aggiudicata l’appalto, ovvero Cons Coop di Ravenna – AR.CO Lavori di Ravenna e Ubaldi Costruzioni di Ascoli Piceno. Lo stato attuale dei lavori vede il completamento solo delle opere fondative. Per accelerare l’iter, la prossima settimana sarà convocato in Regione un tavolo operativo dove siederanno, oltre ai dirigenti regionali, i rappresentanti del raggruppamento temporaneo di imprese, la direzione lavori ed il direttore generale dell’Inrca, al fine di stabilire il nuovo cronoprogramma delle opere.

Rendering del nuovo Inrca dell’Aspio

L’ennesimo, verrebbe da dire, dato che anche il traguardo del completamento nel 2020 appare ormai assai improbabile. La travagliata storia del nuovo Inrca registra la prima contestazione nel 2012, tradottasi nel passaggio di consegne dalla Gdm Costruzioni di Peschiera Borromeo alla Cesi cooperativa di Imola. Impresa, quest’ultima, che ha dovuto però rescindere il contratto a seguito della sua messa in liquidazione coatta amministrativa. È quindi subentra la Matarrese Spa, terza classificata nella gara, ma una sentenza del Consiglio di Stato del 2016 ha poi stabilito che i lavori venissero affidati al consorzio guidato dalla Cmc Ravenna, dopo il ricorso fatto dalla società romagnola che lamentava errori nei punteggi assegnati nella gara. Un ulteriore intoppo è emerso dopo alcune indagini effettuate ad agosto del 2017. I sondaggi hanno evidenziato problematiche e vizi di realizzazione in corrispondenza della parte sommitale dei pali costituenti la paratia di valle e, dopo un tempo tecnico per individuare la soluzione migliore da adottare, solo ad aprile di quest’anno la Regione ha approvato il progetto esecutivo dei lavori relativi al ripristino della paratia. Nel nuovo Inrca sono previsti 250 posti letto (in grado di ospitare dai 13 ai 14 mila ricoveri all’anno), sei sale operatorie, 30 ambulatori, un pronto soccorso con area OBI, servizi di diagnostica e aree per la ricerca scientifica. Un totale di circa 60.000 mq di superficie, oltre agli spazi esterni per i parcheggi e per l’atterraggio dell’elisoccorso.

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