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Boom di nascite al ‘Carlo Urbani’,
il primario Gianluca Grechi:
«Polo attrattivo per l’alta professionalità»

JESI - Sono venuti alla luce 903 bebè nel 2019, 100 in più rispetto all'anno precedente. Alla base del risultato c’è anche un lavoro di coesione interdisciplinare, spiega il direttore dell'Ostetricia
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L’ospedale di Jesi ‘Carlo Urbani’ (foto Giusy Marinelli)

 

Ha registrato un boom di nascite, nel 2019, il reparto di Ostetricia dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi. Numeri che fanno balzare il polo ostetrico diretto dal dottor Gianluca Grechi al terzo posto subito dopo quelli del ‘Salesi’ di Ancona  e dell’ospedale di Macerata. «Abbiamo raggiunto i 903 nati che equivalgono a più di 100 nati rispetto al 2018 – commenta lo stesso primario – a fronte del dato, ad oggi Jesi è diventato un centro attrattivo sia per l’alta professionalità del personale operante, sia per la presenza di sale travaglio singole dove viene assicurata la privacy della partoriente, sale parto di ultima generazione dotate dei più elevati standard tecnologici di sicurezza». L’incremento di parti è collegato anche alla chiusura, nel mese di febbraio 2019, del punto nascita dell’ospedale di Fabriano, ma di certo alla base del risultato c’è un lavoro di coesione interdisciplinare. «Sotto l’attenta guida del direttore del reparto di Anestesia, Dr. Bernacconi, .-prosegue Gianluca Grechi in un comunicato stampa Asur – è stato possibile assicurare a tutte le donne la partoanalgesia in ogni fase del travaglio, con i conseguenti benefici che tutti conoscono. Inoltre viene consentita, in caso di taglio cesareo programmato, la presenza del partner in sala operatoria per umanizzare tale evento e far sì che il momento sia assolutamente condiviso dalla coppia. Con la dottoressa Bonucci, direttore della Pediatria, e la sua équipe, si è realizzato un rapporto di simbiosi strettissima che ha portato ad altissimi standard di sicurezza neonatali in sala parto».

Gianluca Grechi, responsabile del reparto ostetrico del Carlo Urbani

Importante la collaborazione con i medici pediatri; è possibile assistere neonati dalla 32esima settimana o con un peso stimato dai 1500 grammi. L’ospedale jesino è anche un centro di eccellenza per la terapia delle patologie del pavimento pelvico. «Ci occupiamo – spiega ancora il medico- di tutta la parte chirurgica inerente le disfunzioni pelvi-perineali come il prolasso uro-genitale e l’incontinenza urinaria. In nove mesi abbiamo eseguito 86 interventi di chirurgia ricostruttiva pelvica. Soffrire di prolasso o di incontinenza urinaria è qualcosa di delicato da trattare nell’opinione comune. Molte donne la considerano una problematica naturale dell’età. I disturbi possono essere diversi, invalidanti, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita del soggetto e il conseguente iter terapeutico cambia da caso a caso. La chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico è una chirurgia individuale e da personalizzare sul singolo paziente».

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