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Coronavirus, «a Wuhan siamo in un limbo
non sappiamo quando potremo tornare»
Nelle Marche c’è il piano per eventuali casi

EMERGENZA- Alessia Bartolini, studentessa di Monte Urano, si trova nella città al centro del contagio. La Regione ha attivato il Gores che ha predisposto le procedure in caso di pazienti che presentino i sintomi della malattia
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La città di Whuan

 

«Siamo in un limbo, l’ambasciata italiana non ha saputo darci risposte su quando potremo rientrare, sicuro non sarà domani. Siamo in attesa di risposte. Abbiamo saputo che forse prima dovranno partire i francesi, di sicuro non sembra si risolverà in tempi brevi». Alessia Barolini, 25enne di Monte Urano, si trova nella città di Wuhan, isolata dal 23 gennaio, per motivi di studio. L’altro ieri ha raccontato la situazione in cui si trova a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). 

Oggi è ancora in attesa di sapere qualcosa. Intanto la Farnesina ha annunciato che il governo ha intenzione di far rientrare tutti gli italiani che si trovano in Cina. Nel Paese asiatico si trova anche Mirko Pelati, 33enne di Matelica (sta a Jangmen città a due ore di volo dalla zona dell’epidemia). Nelle Marche dell’allerta se ne sta occupando il Gore (Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie). Si tratta del tavolo tecnico che la Regione ha costituito per dare risposte tempestive alle emergenze sanitarie. E’ stato predisposto il piano per gestire eventuali casi.

Lunedì si è svolto il primo incontro del Gores per strutturare il lavoro in base alle principali esigenze poste dalla specifica situazione. Oggi la seconda riunione: il Gores ha tracciato le indicazioni operative per affrontare questa allerta sanitaria, definendo le modalità di presa in carico di un potenziale caso sospetto di nuovo Coronavirus, le relative modalità di isolamento, diagnosi e trattamento e l’attuazione delle più idonee misure di sanità pubblica per contenere l’infezione ed evitare eventuali ulteriori casi. E’ in corso la diffusione delle indicazioni tecniche regionali a tutti gli operatori sanitari del Servizio sanitario regionale. «Nel caso un cittadino marchigiano abbia viaggiato nelle zone a rischio della Cina  – dice la Regione -, e entro i 15 giorni successivi al rientro manifesti sintomi respiratori gravi, può riferirsi al proprio medico curante o contattare il 118; chi risponderà effettuerà una prima valutazione del caso mediante schede di rilevazione specifiche e attiverà se necessario le procedure per affrontare ogni singola evenienza, dalla verifica del sospetto all’eventuale isolamento in reparti dedicati. I reparti identificati a questo scopo sono le Unità operative di malattie infettive dell’azienda ospedaliera Marche Nord, dell’Aou ospedali riuniti di Ancona e dell’Area Vasta 4 di Fermo». Per ogni informazione sul Coronavirus si può chiamare il numero 1500.

(redazione CM)

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