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Coranavirus, turismo a picco:
«In due giorni cancellati viaggi
per 30mila euro»

EMERGENZA - La disperazione di Maria Luisa Fossaroli, titolare dell'agenzia 'Miro' di Ancona: «E' un disastro, ho visto azzerare il lavoro portato avanti nell'ultimo anno. Sto pensando di chiudere»

Maria Luisa Fossaroli nella sua agenzia viaggi Mirò ad Ancona

 

di Talita Frezzi

«Nel giro di due giorni sono stati cancellati viaggi per 30mila euro. Ed erano tutte destinazioni turistiche dove non c’è il blocco per il Coronavirus. Ma la gente ha paura lo stesso. Il vero morbo che infetta l’Italia non è il virus ma la mancanza di rispetto». E’ un fiume in piena Maria Luisa Fossaroli, titolare dell’agenzia viaggi ‘Mirò’ di via Giacomo Matteotti, ad Ancona. Un’attività che ha aperto all’inizio del 2000 con tanti sogni, aspettative e l’entusiasmo di chi vuole condividere l’amore per i viaggi. Ma oggi le cose sono cambiate e i sogni di 20 anni fa si sono ben presto scontrati con un sistema che mette a dura prova chi lavora con partite Iva, imprenditori e precari. Un sistema che oggi traballa ancora di più a causa del Coronavirus. «Da lunedì ho visto azzerare il lavoro svolto nel 2019, in soli due giorni siamo arrivati a cancellazioni di prenotazione per oltre 30mila euro – racconta  Fossaroli – viaggi prenotati e pagati per Thailandia, Mauritius, Andalusia, America e Singapore, perfino per Milano. Oggi dei clienti che dovrebbero partire tra pochi giorni per Maldive e Mauritius mi hanno detto che non ne sono più sicuri e aspettano l’evolversi della situazione. E’ un disastro per la mia piccola agenzia. Ma se la gente che ha prenotato chiede il rimborso totale per “stato di calamità” minacciando querele, d’altro canto lo Stato pretenderà comunque le tasse, i contributi, tutte le spese fisse dettate da obblighi statali. Non serve che me li differiscono perchè tanto li dovrò pagare anche con i profitti annullati. Sono state prese decisioni allarmistiche ed avventate, senza una valutazione delle conseguenze sull’onda del panico e dell’incapacità di gestire un’emergenza, ma questo ha determinato conseguenze disastrose come quella che sto vivendo io. Ho scaricato i moduli per la cessazione dell’attività. Ho 90 giorni di tempo, ci sto pensando».

L’agenzia Mirò

«Non sono normali le misure adottate nella gestione di questa emergenza: una serie di controsensi che creano solo disorientamento, danni e paura. Vengono bloccate 10 persone che hanno viaggiato per 12 ore dentro un aereo con altri 170 passeggeri perché loro vengono dai comuni “rossi”, ma nessuna restrizione per gli altri che hanno respirato per 12 ore la stessa aria. Viene bloccato il rientro dalla Cina cancellando i voli per l’Italia, ma non ci si occupa di quelli che via Monaco e Francoforte sono arrivati lo stesso in Italia, perché la Germania non ha sospeso i voli per la Cina, quindi milioni di cinesi di rientro dalla loro festa di capodanno sono arrivati comunque qua in Italia e in tutta Europa. Assurdo – aggiunge – gli ultimi 5 anni i margini si sono dimezzati e le tasse e oneri triplicati. Dunque mi chiedo, in questa situazione, dove è lo stato di diritto e il diritto al lavoro?». Da giorni il telefono dell’Agenzia Mirò non smette di squillare per richieste di aiuto, anche di quelli che hanno prenotato su internet. La richiesta principale, recuperare i soldi spesi per caparre e prenotazioni. «Non mi sento tutelata – conclude Maria Luisa Fossaroli – per questo, con grande amarezza, dopo 20 anni sto pensando di dire basta. L’agenzia era il mio sogno, la mia gioia quotidiana, lavoravo sempre col sorriso per 12 ore al giorno, onestamente. Ma ora non ce la faccio più».

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