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Coronavirus, bollettino di Borrelli:
«C’e’ un primo caso anche nelle Marche»

EMERGENZA - Si tratta di un 30enne, originario di Vallefoglia, che lavora a Codogno. Il sindaco di Pesaro Ricci: «E' un caso isolato e innocuo». Il governatore Ceriscioli: «Ha seguito le pratiche indicate». Quarantena per le persone con cui ha avuto contatti
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Angelo Borrelli annuncia il primo caso di Coronavirus nelle Marche durante il bollettino delle 12

«C’e’ un primo caso di coronavirus nelle Marche». Lo ha annunciato il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del bollettino delle ore 12 sulla diffusione del virus in Italia.

Angelo Borrelli durante il bollettino delle 12

Ieri sera la comunicazione della Regione sulla positività di un campione a Pesaro: «Domani nuove analisi al centro diagnostico dell’Istituto superiore della sanità» (leggi l’articolo). Al momento non si hanno i risultati del secondo tampone. Attenzionato un 30enne originario di Vallefoglia nel Pesarese, che lavora a Codogno (primo ceppo del focolaio). «Ma questo caso è isolato e innocuo – ha detto il sindaco di Pesaro Matteo Ricci – Ci preoccupa di più il contagiato di Cattolica che invece ha girato parecchio».

Secondo i dati forniti da Borrelli, ad oggi in tutta Italia sono 374 i casi accertati di Coronavirus, 52 in più di ieri. La Lombardia registra 258 casi, il Veneto 71 casi, Piemonte, Lazio e Liguria 3  a testa, Marche 1 e Bolzano 1.

Mentre sono state 1.099 le telefonate arrivate ieri al Numero Verde Coronavirus 800936677 della Regione Marche. Le informazioni richieste, principalmente, ieri hanno riguardato le preoccupazioni per il rientro delle persone, anche familiari, dalla Lombardia e dal Veneto; notizie sulla chiusura delle scuole; necessità di isolamento domiciliare per chi proviene dalle zone a rischio. Complessivamente sono 65 i medici che si sono resi operativi per il Numero Verde. Sono previsti due turni giornalieri di sei ore, dalle 8 alle 20, con 5 postazioni per ogni turno.

Il governatore Luca Ceriscioli ha commentato il comportamento del paziente. «Ha fatto le cose che diciamo a tutti e che ripeto volentieri: se uno ha il sospetto di essere stato in una zona a rischio, lui credo fosse stato in Lombardia, ai primi sintomi, anziché andare al pronto soccorso o trascurarli, ha scelto di isolarsi chiamare il medico, seguire il triage telefonico, attendere fino al tampone e al riconoscimento della positività; il percorso si è messo in moto in maniera chiara». Subito partita la macchina della ricerca epidemiologica: per mettere in quarantena, sotto osservazione, le persone che stavano con lui e che ha incrociato.

(Ultimo aggiornamento alle 16,30)

«Coronavirus, campione positivo a Pesaro: attesi i risultati di un secondo controllo»

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