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Coronavirus, la Cisl:
«Quali tutele per il personale delle Poste?»

EMERGENZA - La preoccupazione del sindacato in merito alla gestione del pericolo Coronavirus negli uffici postali marchigiani
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L’interno di un ufficio postale (foto d’archivio)

 

«Fin dall’inizio ci siamo imposti, con la massima responsabilità, di mantenere la calma per poter affrontare la situazione con tutta la ragionevolezza possibile. Tuttavia, è difficile rimanere silenziosi di fronte alla latitanza della dirigenza di Poste rispetto alle domande dei lavoratori che desiderano essere rassicurati» in merito all’emergenza Coronavirus. E’ il pensiero di Dario Dominici, segretario generale della Cisl Slp Marche, in merito alle perplessità dei dipendenti degli uffici postali dislocati sul territorio marchigiano.  «Finora ci si è limitati a messaggi quotidiani diramati dall’unità di emergenza istituita a livello nazionale volti a ricordare le fondamentali regole di igiene, anche attraverso azioni utili a minimizzare le possibilità di contagio durante il lavoro.  Insieme alle altre organizzazioni, la Cisl Slp ha chiesto nei giorni scorsi un incontro per sapere se, ad esempio, saranno fatti inviti alla cittadinanza per evitare affollamenti negli uffici postali nei giorni di pagamento delle pensioni e se sia stata effettuata una ricognizione delle dotazioni di detergenti, salviette asciugamani e gel disinfettanti. I sindacati non hanno ancora ricevuto una risposta nel merito, al di là della disponibilità ad una riunione in videoconferenza per il pomeriggio del giorno 2 marzo, cioè dopo la conclusione del primo giorno di pagamento delle pensioni. Ma se non ci sono pericoli, se ci si sta proteggendo da un’influenza, come mai, si domandano le persone che lavorano agli sportelli, i responsabili rimangono barricati nei palazzi direzionali evitando anche di incontrare i rappresentanti dei lavoratori?  Nessuno prende l’iniziativa di verificare che le indicazioni utili ad evitare il contagio siano praticabili all’interno dei posti di lavoro? Ma è davvero così difficile sensibilizzare la clientela ad un accesso regolato agli sportelli in questi giorni, come sta invece avvenendo nella maggior parte dei casi in strutture pubbliche e private?».

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