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L’ordinanza di Ceriscioli:
«In isolamento a casa
se si arriva dalle ex zone rosse»

COVID 19 - Chi dal 7 marzo è arrivato dalla Lombardia e dalle province comprese nel decreto dell'8 marzo, deve stare in quarantena. Per anziani e disabili, sospese le attività dei centri semi residenziali
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Luca Ceriscioli

 

La sera del 7 marzo, quando era stato annunciata l’entrata in vigore del decreto con misure stringenti e divieto di muoversi da 11 province e dalla Lombardia, c’era stata una fuga di persone. Se si è entrati nelle Marche da una di quelle ormai ex zone rosse, dal 7 marzo in poi, bisogna restare in isolamento domiciliare per 14 giorni. Lo ha disposto la Regione con una ordinanza pubblicata questa mattina e firmata dal presidente Ceriscioli. Riguarda tutte le persone che hanno lasciato quelle che nel decreto dell’8 marzo, erano indicate come zone rosse (da oggi invece tutta Italia è ritenuta area protetta): la Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria (c’era anche Pesaro ma non è compresa nell’ordinanza regionale). Chi fosse arrivato da quelle province e fosse entrato nelle marche dal 7 marzo in poi, per prima cosa deve comunicarlo al proprio medico o al pediatra o all’operatore di sanità pubblica competente per territorio. Inoltre si deve restare in casa per 14 giorni, in isolamento. Niente viaggi e spostamenti. E in caso di sintomi va avvertito il medico. Dalla quarantena obbligatoria sono escluse quelle persone che si sono spostate per necessità, comprovati motivi di lavoro e salute. Inoltre, per contrastare in maniera più efficace il rischio di contagio per gli anziani, per le persone disabili e per quelle con problemi di salute mentale è obbligatoria, a partire dal’11 marzo e fino al 3 aprile, la sospensione dell’attività dei rispettivi centri semi residenziali e diurni su tutto il territorio regionale, incentivando, dove possibile, percorsi di domiciliarità e servizi di prossimità. Questo dice l’ordinanza della regione.

 

 

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