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Covid 19, nuove mascherine
donate agli operatori sanitari

LORETO - Prosegue la gara di solidarietà delle aziende per regalare al Comune dotazioni di dispositivi di protezione anti-coronavirus da distribuire a enti, case di riposo e ospedale
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Il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti

 

 

Prosegue la gara di solidarietà delle aziende per dotare agli enti pubblici di Loreto di mascherine di protezione anti-coronavirus.«Dopo la distribuzione delle prime 1.500 mascherine avvenuta sabato scorso, 21 marzo, ora protagonista è un’azienda del nostro territorio, la Meccanica GM srl, che ha donato al Comune 1.000 mascherine. – fa sapere il sindaco Paolo Niccoletti – Anche queste verranno impiegate a sostegno delle situazioni più critiche: case di riposo, ospedale, operatori sanitari e chi è impegnato in prima linea come i volontari della nostra Protezione Civile, della Croce Rossa e della Caritas di Loreto. Non si ferma, comunque, il costante impegno dell’Amministrazione a cercare di dotare quanto più possibile la cittadinanza di mascherine, pur conoscendo la reale difficoltà, in questa fase, nel reperire tali dispositivi di protezione».

Paolo Niccoletti ieri, 25 marzo, ha rappresentato la comunità durante la benedizione solenne alla città mariana impartita dall’arcivescovo e delegato pontificio mons. Fabio Dal Cin dal sagrato della basilica della Santa Casa in occasione della solennità dell’Annunciazione. In Piazza della Madonna, a rappresentare la città, tutti dotati di apposita mascherina e mantenendo le dovute distanze di sicurezza, il sindaco, il gonfalone civico, i rappresentanti del mondo del volontariato che insieme all’amministrazione affrontano un periodo di dura prova. «Esattamente un anno fa’ il 25 marzo 2019 Papa Francesco venne pellegrino a Loreto. La visita si compì in coincidenza della solennità dell’Annunciazione e quindi proprio tra quelle mura della Santa Casa di Nazareth custodite dal santuario lauretano. Quella giornata di festa e di sole – ha detto il sindaco Niccoletti – sembra un ricordo lontanissimo, l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha avvolto la città nel silenzio e nell’apprensione, e proprio per questo la comunità deve ora ritrovarsi attorno ai simboli più cari».

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