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Crollano le chiamate
ai centri antiviolenza
«Ma non è un dato positivo»

INTERVISTA - La psicologa e criminologa anconetana Margherita Carlini fa il punto sui soprusi domestici: «Le donne, vivendo in casa con il partner hanno meno possibilità di chiamare per chiedere aiuto»
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Margherita Carlini

 

di Alberto Bignami

«Ci siamo resi conto fin da subito, da quando sono scattate le restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus, che le chiamate al Centro Antiviolenza, nella nostra provincia sono più che dimezzate e ciò va interpretato come ‘un male’». A dirlo è la psicologa e criminologa anconetana, Margherita Carlini, motivando il trend in discesa delle telefonate non come «una diminuzione del fenomeno di violenza domestica ma un qualcosa dettato dal fatto che le donne, vivendo in casa, non hanno la possibilità di telefonare. Nonostante le modalità di sostegno  siano diverse – spiega -, in questo periodo noi garantiamo la nostra presenza per tutte coloro che hanno bisogno di aiuto per uscire dalla violenza. E’ garantita la presa in carico, il sostegno psicologico tramite videochiamata e la possibilità di essere messe in sicurezza in una struttura protetta. E’, anche in questo periodo, importante che le donne continuino a contattarci per ricevere informazioni e consigli specifici». La dottoressa Carlini è anche protagonista di un video in cui vengono spiegate le ansie, le paure, i timori delle vittime di violenza domestica. Ma anche gli strumenti per scappare dai soprusi. «Da sole – riprende – tendono infatti a minimizzare la violenza non riuscendo a trovare un’alternativa e pensando di poterla gestire da sole. Cose che sappiamo in base alle esperienze avute negli anni. Inoltre le donne per le quali gli episodi iniziano adesso, sono confuse. Con il video ecco che vogliamo dare degli strumenti per capire se sono a rischio di vita e allora, in questo caso, devono subito chiamare la polizia o i carabinieri». Ma come riuscire a telefonare se ci si trova sotto lo stesso tetto, perennemente osservate? «Chiudendosi in una stanza – riprende – o quando si è con i bambini oppure rivolgendosi ai vicini ma soprattutto bisogna cercare di avere il telefono cellulare sempre con la batteria carica. Può sembrare una banalità ma in realtà si tratta di quegli accorgimenti a cui non si pensa e che in determinati momenti possono invece salvarti la vita. La telefonata può avvenire anche utilizzando la scusa del portare fuori il cane oppure l’immondizia e molto altro ancora, cancellando poi la cronologia della chiamata». Rimane infine sempre disponibile il numero nazionale 1522 che garantisce l’anonimato e risponde in molte lingue.

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