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Falconara in lutto:
addio al tipografo Giancarlo Ripesi

LUTTO - Si è spento ieri all'età di 80 anni. E' la storico titolare dell'azienda Errebi Grafiche Ripesi, fondata nel 1962 e ora portata avanti dalle quattro figlie
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Giancarlo Ripesi

 

Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Si è spento all’età di 80 anni Giancarlo Ripesi, fondatore e titolare della tipografia Errebi Grafiche Ripesi di Falconara.  Nel 2015, Giancarlo era stato premiato dal Rotary Club con il premio Azione Professionale: il riconoscimento di una carriera infinita, fatta di sacrifici, ma anche soddisfazioni e idee innovative che hanno saputo trasformare l’azienda, facendola sempre stare al passo con i tempi. L’attività di Giancarlo è partita nel 1962, con l’avvio a Palombina Vecchia della Rilievografia Moderna, una piccola attività artigiana che nel 1973 viene trasferita nella zona Ciaf di Falconara. Di lì, si trasforma in un’attività industriale e in una storia imprenditoriale da cui prendere esempio. Attualmente, nell’azienda lavorano le quattro figlie di Giancarlo, ognuna in un settore diverso: Sara, Silvia, Serena e Simona. Ripesi avrebbe compiuto 81 anni il prossimo 12 giugno. Lascia anche il figlio Fabrizio e la moglie Caterina. I funerali si svolgeranno venerdì in forma privata, poi la tumulazione al cimitero di Falconara. Questo il pensiero imprenditoriale di Giancarlo, stampato nel sito della sua azienda: «Una mela al giorno…
… toglie i problemi di torno? Basta una mela? L’antico proverbio vuole illuderci, ma una mela non basta da sola. E allora, come risolvere i nostri problemi quotidiani?

Semplicissimo (si fa per dire). Basta fare un piccolo capovolgimento: trasformare i problemi in sfide e opportunità. Basta credere in noi stessi e costruire una rete di collaboratori (sappiamo che non è facile) pronti a condividere con noi le nostre avventure di ogni giorno, con una visione positiva verso il futuro, con un nuovo impegno per affrontare un ruolo responsabile e di guida.

Secondo alcuni scienziati, il calabrone non potrebbe volare, perché le sua piccole ali non sarebbero in grado di sostenere il peso del corpo. Ma il calabrone, non lo sa e vola.

Non importa volare alto, l’importante è volare. Insieme, si può.
Meditiamo… e godiamoci una mela al giorno.
Noi siamo pronti a collaborare con voi in questa bella avventura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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