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L’estate culturale di Ancona, Marasca:
«Non solo eventi alla Mole
ma cinema e attività nei parchi»

FASE 2 - L'assessore sta programmando un cartellone di manifestazioni ‘a cielo aperto’ al Cardeto e alla Cittadella ma anche nell'area verde di Posatora «e in quartieri che magari hanno meno attrazioni, proprio per garantire una diffusione più capillare delle manifestazioni e per dare spazio alle espressioni del territorio. Stiamo solo aspettando di leggere i protocolli ministeriali per ufficializzare date e luoghi» spiega
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Il canalone della Mole

 

Ancona e la sua estate culturale ‘a cielo aperto’ entrano nella fase 2. Cinema, spettacoli e serate si sposteranno, quest’anno più che mai, nei parchi anche non centrali, alla Mole e sulle piazze. Si punterà sul distanziamento sociale per la sicurezza, su location differenziate e, se i protocolli ministeriali lo imporranno, sulle prenotazioni e prevendite dei biglietti che permettono in anticipo di organizzarsi nella gestione operativa di spazi e pubblico.

L’assessore Paolo Marasca

L’obiettivo prioritario, in sostanza, sarà quello di garantire agli anconetani di riappropriarsi della città dopo i mesi lockdown ma anche di dare espressione alle attività culturali del territorio, fortemente penalizzate dall’emergenza sanitaria,  raggiungendo tutti i potenziali fruitori in luoghi nuovi trasformati in palcoscenico. I cinema potranno riaprire il prossimo 15 giugno, secondo le ultime disposizioni governative e ha sorpreso un po’ tutti la notizia che le nove sale dell’Uci Cinemas alla Baraccola rischiano di non riaccendere i proiettori dopo che il gestore ha deciso in queste settimane di non rinnovare il contratto di affitto dell’immobile dorico oltre che di quelli di Jesi e Senigallia, tutti di proprietà della famiglia Giometti. «Il mondo del cinema è un’industria particolare: è un’attività culturale ma collegata all’impresa privata. In questo settore il Comune ha un margine di intervento limitato anche se a più riprese abbiamo assicurato che cercheremo di dare sostegno Domani verificherò la questione» promette l’assessore alla cultura, Paolo Marasca.

Il festival Spilla alla Mole di Ancona (foto d’archivio)

«Se si tratta di affiancare, sostenere, e realizzare assieme dei progetti per proseguire, noi ci siamo come Comune. E’ un principio che stiamo cercando di ampliare in maniera estensiva a tutti i lavoratori dello spettacolo, tra le categoria più in sofferenza dopo l’emergenza coronavirus. – spiega l’assessore – E per questo stiamo cercando di costruire una infrastruttura che permetta a tutti quelli del settore di avere spazio nel cartellone degli eventi estivi di Ancona. Cercheremo di coinvolgere le attività che si occupano di cultura (anche il cinema lo è), le associazioni, nei limite che la legge ci consente. Il problema dei cinema, come degli spettacoli culturali, è collegato principalmente ai lavoratori, dei quali la gente spesso si dimentica. Abbiamo cercato il più possibile nei limiti di quello che può fare un Comune, di accendere i riflettori sui lavoratori dello spettacolo: con i colleghi delle grandi città italiane, da Roma a Firenze, abbiamo fatto pressione per sensibilizzare il Ministero al problema e devo dire che il ministro Franceschini ci ha seguito ed ha emanato 2 decreti a sostegno di questi lavoratori, in questa fase storica tra i più fragili».

Il parco della Cittadella

Al di là degli sviluppi sulla gestione del multisala di via Filonzi, il grande schermo all’aperto sarà una delle attrazione garantite per la bella stagione ad Ancona, che vanta già una tradizione consolidata per i cinema ‘estivi’. Con una certezza: dopo la pandemia del Covid 19 nulla sarà più come prima e qualcosa dovrà cambiare nell’organizzazione. «Stiamo solo aspettando di leggere i protocolli per decidere.  – conferma Marasca – Il comune di Ancona presto pubblicherà l’avviso per la gestione del solito ‘Arena cinema’ alla Mole, Non so ancora se Cgs dorico con Cinema Italia organizzerà l’arena cinematografica all’aperto al Piano, una iniziativa privata che come ente ogni anno patrociniamo e che anche nel 2020 sosterremo se i protocolli lo permetteranno. La nostra intenzione è comunque quella di organizzare anche cinema all’aperto in altri luoghi, ad esempio nei parchi, con strutture più agili e anche in zone periferiche, in alcuni quartieri che magari hanno meno attrazioni, proprio per garantire una diffusione più capillare dell’attività culturale. Mi sono già confrontato con l’assessore di Bologna che sta inseguendo lo stesso principio: organizzare attività culturali nei parchi che possono diventare luoghi accoglienti sia di giorno che di sera».

Il parco del Cardeto

In quest’ottica Ancona ha già abbozzato una serie di ipotesi correlandole alla simulazione delle diverse  prescrizioni che potrebbero imporre i protocolli ministeriali. «Abbiamo analizzato divesi progetti, partendo dalle regole più restrittive, e a seconda dei protocolli ci muoveremo. – anticipa l’assessore – Quando parlo di parchi intendo sicuramente il Cardeto e la Cittadella ma anche il parco di Posatora. Il problema di fondo è capire quali saranno i vincoli obbligatori. Faccio un esempio: se sarà obbligatoria la prenotazione online per partecipare agli eventi, e sappiamo già che la commissione tecnico scientifica la suggerisce, è chiaro che la gestione degli spazi pubblici di passaggio diventeranno più complicate. Questo significa che in Piazza Roma non si potranno organizzare attività. La scelta e la selezione dei luoghi e delle date dipenderà da questo. Le location all’aperto come ci ha spiegato il ministro Franceschini, avranno regole un po’ più elastiche dal punto di vista dei protocolli.  Ancona ha il grosso vantaggio di avere la Mole che è all’aperto, è molto grande ma è sorvegliabile e contingetabile avendo diversi ingressi».

Il Teatro delle Muse

La Mole Vanvitelliana resterà quindi il cuore pulsante delle sere d’estate. «Sarà un luogo centrale e abbiamo già studiato 3 tipi di allestimenti diversi sul fronte del teatro, del cinema e della musica. – è convinto Paolo Marasca Ma anche piazza del Papa e il nostro teatro potrebbero diventare contenitori utilizzabili. La Mole di certo ha un vantaggio in più  proprio per la sua conformazione planimetrica». Più complicata invece la gestione dello spazio del Porto Antico .«Quella è una partita molto più complessa, anche perché il Porto Antico è una frontiera. – fa osservare l’assessore – Quest’anno, per forza di cose, si cercherà di evitare i grandi numeri non solo perché sono difficili da gestire ma proprio per una questione di attenzione alle persone. Se esiste un rischio-contagio, è meglio evitarlo in ogni modo.. La prossima estate si potranno fare tante iniziative che garantiscano anche l’intrattenimento di qualità, pensiamo ai nostri festival, ma un po’ più isolate. Dobbiamo essere consapevoli che il desiderio di fare un concerto da 2000 presenze di pubblico può mettere a rischio gli spettatori».

Redazione CA

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