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«Le Usca, un modello
che deve sopravvivere al Covid 19»

OSIMO - Ne è convinto Guido Sampaolo, medico coordinatore delle Unità speciali di continuità assistenziale della Valmusone, che traccia un bilancio degli interventi a 70 giorni dall'inizio dell'operatività in piena emergenza coronavirus

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni fa visita alle Usca di Osimo Stazione

 

«E’ ora di un nuovo bilancio sull’attività fin qui sostenuta; nei due mesi di aprile e maggio sono stati effettuati 200 interventi domiciliari, cioè 200 persone hanno ricevuto a casa una visita da parte delle Unità dei Medici Usca che hanno verificato le condizioni di salute, preso in carico il paziente, effettuato ecografie ed elettrocardiogrammi, fatto diagnosi e terapia, forniti farmaci, strumenti e consigli per monitorizzare le condizioni di salute.

Guido Sampaolo

Seicentonovantadue invece sono stati gli interventi telefonici; cioè per 692 volte è stata effettuata una telefonata ai pazienti “arruolati” per verificare le condizioni di salute nel tempo, anche attraverso gli strumenti di auto misurazione (saturimetri) lasciati in dotazione domiciliare ai pazienti». A tirare le somme, a 70 giorni dell’inizio dell’attività e dell’emergenza Covid, è Guido Sampaolo, il medico osimano, tra i coordinatori delle 3 unità del distretto a Sud di Ancona- Valmusone, attive tra i comuni di Osimo, Castelfidardo, Loreto, Camerano, Numana, Sirolo e Offagna. Le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) della Valmusone hanno sede a Osimo Stazione Osimo hanno anche sottoposto a tampone «234 persone per la ricerca molecolare dell’Rna del Covid-19 e 692 invece gli interventi telefonici, cioè le volte in cui è stata effettuata una telefonata ai pazienti ‘arruolati’ per verificare le condizioni di salute nel tempo, anche attraverso gli strumenti di auto misurazione (saturimetri) lasciati in dotazione domiciliare ai pazienti».

Il sindaco Ascani si confronta con il medico Guido Sampaolo coordinatore delle Usca per la Valmusone

Il dottor Sampaolo non nasconde un pizzico d’orgoglio nel pubblicare questi dati e «nel testimoniare quale impegno, professionalità, spirito d’iniziativa e senso del dovere i Colleghi delle Unità Speciali hanno profuso in questi mesi. Sono certo che se Covid-19 è (attualmente) in ritirata lo si deve all’insieme delle misure di Sanità Pubblica adottate, dove le Usca hanno un ruolo fondamentale che va riconosciuto e portato avanti, fintanto che ce ne sarà bisogno, perchè sappiamo che le battaglie contro le epidemie si combattono sul territorio. L’esperienza delle Usca ha evidenziato (ce n’era bisogno, perchè troppi se lo erano dimenticato, vedi Lombardia) che le Cure Primarie e la Medicina Generale hanno un ruolo essenziale di Sentinella, Contrasto, Contenimento e Presa in Carico sia delle malattie infettive come di quelle cronico – degenerative. Per questo, anche quando l’emergenza del Covid-19 sarà passata, credo che l’intervento fondamentale delle Usca dovrà sopravvivere, adeguatamente rivisto e riformulato, nei modi e nell’organizzazione più funzionale ad un rilancio del nostro eccellente Sistema Sanitario Nazionale».

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