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Il canto dei gibboni,
tesi di laurea con il contributo
dei visitatori al Parco Zoo

FALCONARA - A coinvolgere direttamente il pubblico è stato uno studente dell’Università di Torino che ha scelto il giardino zoologico marchigiano per uno studio di approfondimento sulla varietà di suoni, a volte veri e propri duetti, intonati dalle piccole scimmie antropomorfe
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Tesi di laurea con il contributo dei visitatori, che potranno vivere un giorno da ricercatori riprendendo i gibboni dalle mani bianche (Hylobates lar), le più piccole scimmie antropomorfe, ospiti del Parco Zoo Falconara mentre comunicano attraverso armoniosi vocalizzi. A coinvolgere direttamente il pubblico uno studente dell’Università di Torino, che ha scelto il giardino zoologico marchigiano per conseguire l’ambito titolo con un approfondimento sulla varietà di suoni, a volte veri e propri duetti, intonati dagli esemplari per dialogare tra loro. «I gibboni stanno cantando? Fai un video e invialo a tesi.gibboni@gmail.com». E’ un passaggio dell’invito impresso sui pannelli posizionati all’esterno dell’exhibit minuziosamente progettato per accogliere le agili scimmie minacciate di estinzione. Un’occasione unica per i visitatori di ascoltare i melodiosi gorgheggi dei gibboni, aiutando contemporaneamente lo studente, iscritto al corso di laurea magistrale in evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (dipartimento di Scienze della vita e Biologia dei sistemi dell’Ateneo piemontese), a raccogliere tutta la documentazione utile al completamento della tesi. Un progetto articolato che focalizza l’attenzione sulle modalità di comunicazione della specie attraverso un’accurata analisi dei vocalizzi, effettuata tenendo conto di molteplici aspetti: la struttura melodica, le sequenze temporali, la frequenza, la sovrapposizione e le capacità ritmiche.

L’obiettivo è quello di mettere confronto i dati raccolti con altri parametri, quali il fattore ambientale, il comportamento e la struttura anatomica dei gibboni, per meglio comprendere l’evoluzione del linguaggio nei primati, compreso l’essere umano. Protagonista del secondo elaborato, a cura di una studentessa dello stesso corso di laurea torinese, la coppia di ghepardi (Acinonyx jubatus ), fratelli uniti da un legame affettivo molto forte. «Da sempre il Parco Zoo Falconara – afferma Gioia Gaiot, responsabile dello staff didattico – scientifico – svolge un importante ruolo nel campo della divulgazione scientifica, grazie alla collaborazione con prestigiose Università italiane e straniere. Quest’anno, in seguito all’emergenza sanitaria, non siamo purtroppo riusciti ad accogliere tutti i tesisti e i tirocinanti, in particolare quelli provenienti dalle Facoltà di altri Paesi». Di particolare interesse la ricerca in corso sui ghepardi, che punta ad indagare il comportamento della coalizione formata dai due fratelli, prendendo in considerazione diversi fattori quali la personalità, l’interazione con l’ambiente, il rapporto con il pubblico e le aree del reparto maggiormente utilizzate durante la giornata. I temi affrontati dagli studenti sono di grande utilità per la struttura, per la comunità scientifica e per il circuito dei giardini zoologici.

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