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«Nuovo Inrca pronto nel 2022»,
sopralluogo di Ceriscioli nel cantiere
che va avanti da 6 anni

ANCONA – I lavori sono ripresi sotto la guida della ditta ConsCoop, subentrata ufficialmente, lo scorso marzo, alla Cmc in concordato. Investimento di circa 100milioni di euro per un ospedale che conterrà 326 posti letto, di cui 10 di terapia semintensiva
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Il governatore Ceriscioli durante il sopralluogo al cantiere per il nuovo Inrca

 

Circa 100 milioni di investimento comprese le opere di viabilità per 11 milioni, 16 mila mq di superficie, 298 pilastri con isolatori per una garanzia antisismica di 4° livello – per essere operativo anche in caso di sisma di 7° grado –, 326 posti letto di cui 10 di terapia semintensiva. Tradotto in numeri, questo è il nuovo Inrca. La posa della prima pietra ci fu nel 2014, ma dopo sei anni, non ha ancora visto la luce. Tuttavia, i lavori del cantiere sono ripresi sotto la guida della ditta ConsCoop (capofila delle imprese), subentrata ufficialmente, lo scorso marzo, alla Cmc ormai in concordato. E la road map aggiornata per l’ennesima volta parla di completamento dell’opera nel 2022, con ultimazione della gettata dei pilastri a settembre ed elevazione del primo piano a marzo. Per verificare lo stato di avanzamento – sono state completate le opere fondative –, oggi il governatore Luca Ceriscioli ha fatto un sopralluogo con i tecnici regionali e dell’impresa appaltatrice, il direttore generale dell’Inrca, Gianni Genga, la sindaca di Camerano Annalisa Del Bello e Fabio Sturani, responsabile della segreteria del Presidente, che ha curato il raccordo tra i soggetti nelle diverse fasi dell’iter burocratico. Il governatore ci credeva talmente poco che i lavori sarebbero ripartiti nel breve termine da scommettere una pizza con Sturani, «ed oggi pago pegno», ha scherzato, facendone arrivare dieci sul tavolo allestito nei pressi del cantiere. Goliardia a parte, la scaramanzia è d’obbligo con il nuovo Inrca, date le sventure legali, economiche e finanziarie che hanno colpito le quattro ditte avvicendatesi dal 2012 ad oggi. Tanto che, nel tempo, è stato necessario rifinanziare l’opera e aggiustare il progetto iniziale, prevedendo più posti letto. La prima contestazione, nel 2012 appunto, si è tradotta con il passaggio di consegne dalla Gdm Costruzioni di Peschiera Borromeo alla Cesi cooperativa di Imola. Impresa, quest’ultima, che ha dovuto però rescindere il contratto a seguito della sua messa in liquidazione coatta amministrativa. È quindi subentra la Matarrese Spa, terza classificata nella gara, ma una sentenza del Consiglio di Stato del 2016 ha poi stabilito che i lavori venissero affidati al consorzio guidato dalla Cmc Ravenna, dopo il ricorso fatto dalla società romagnola che lamentava errori nei punteggi assegnati nella gara. Un ulteriore intoppo è emerso dopo alcune indagini effettuate ad agosto del 2017. I sondaggi hanno evidenziato problematiche e vizi di realizzazione in corrispondenza della parte sommitale dei pali costituenti la paratia di valle e, dopo un tempo tecnico per individuare la soluzione migliore da adottare, solo ad aprile 2018 la Regione ha approvato il progetto esecutivo dei lavori relativi al ripristino della paratia. Ultima tegola, la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo da parte della Cmc, nel dicembre 2018, poiché in affanno economico. Ora la palla è passata alle società mandanti guidate dalla ConsCoop, che promettono efficienza e tempi contingentati.

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