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Affitta on line villa con piscina a Numana
ma era una truffa: «Vacanze rovinate»

UNA TURISTA lombarda ha sporto denuncia ai carabinieri dopo aver versato la caparra e aver scoperto di essere caduta nel raggiro all'arrivo sul posto. «La donna con la quale parlavo era gentile e premurosa. Una grandissima attrice che non ha agito da sola. Abbiamo passato un inferno, tra stanchezza, rabbia e amarezza» racconta
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E’ una truffa collaudata, quella delle casa vacanza-fantasma, che continua a essere reiterata ai danni di ignari turisti anche nelle Marche, soprattutto d’estate da Senigallia fino alle località della Riviera del Conero. All’inserzione di affitto con foto accattivanti dell’immobile pubblicate sui più noti portali di offerte, segue il contatto telefonico con il turista e un voce suadente che invita a definire al più presto la pratica con il versamento di una caparra. Solo all’arrivo sul posto le vittime scoprono che quella abitazione non esiste nella realtà, che le foto della villa da sogno sono state rubate on line e capiscono di essere cadute in un raggiro. La corsa alla caserma dei carabinieri per sporgere denuncia chiude la brutta esperienza. Un copione che si è ripetuto la scorsa settimana a Numana. Una turista lombarda con famiglia ha denunciato alla stazione dei carabinieri la truffa subita dopo la prenotazione di una fantomatica villa con piscina al civico 4 di via Colle Ameno, proprio a Numana. Immobile scovato su un noto sito web e affittato in una stagione balneare da sold out per 10 giorni, dall’11 al 21 agosto dopo il versamento preliminare di una caparra di 6-700 euro richiesta dal locatore.

Depositata la denuncia-querela, ieri sera la donna ha deciso di raccontare la disavventura sui social media «per far sí che altra brava gente, come me, non possa subire ciò che ho subito io, con i miei cari: vacanze completamente rovinate, stress, problemi, difficoltà, danni morali e fisici, per i quali spero davvero, di avere giustizia per me e tutti coloro che hanno avuto la sfortuna di capitare tra le mani sporche di questi delinquenti» scrive. Poi aggiunge: «I carabinieri mi hanno detto che diverse persone sono state truffate esattamente come me, sempre da questa donna che sicuramente non agisce sola. A 4 giorni dall’accaduto ho deciso di raccontare quello che ci è accaduto affinché la nostra magra esperienza, possa servire a tutti, nello stare molto attenti alle truffe sulle case-vacanza inesistenti che spopolano sui siti. Sono circa 20 anni che organizzo sempre vacanze in Italia ed estero, in completa autonomia, un po’ per passione e un po’ per problemi economici. Sono sempre stata molto attenta ai vari dettagli, per evitare appunto, le truffe. Purtroppo quest’anno, mi è davvero andata male. Sono capitata nelle mani esperte di delinquenti professionisti del settore, come anche riferito dai carabinieri di Numana. Una donna estremamente professionale, gentile e premurosa. La prenotazione si era svolta in totale correttezza. Mi sono stati forniti loro dati personali: Iban, indirizzo di residenza, indirizzo email, numeri telefonici etc. Una grandissima attrice. L’11 agosto, alle 11, dopo quasi 7 ore di viaggio, siamo arrivati a destinazione, e scopriamo che la villa era inesistente».

Una vacanza che si è trasformata in odissea. «Non auguro davvero a nessuno di vivere un’esperienza così, – scrive ancora la vittima – perché vedersi truffati, derubati dei propri soldi, guadagnati con fatica, impegno, è davvero scioccante. Io ho anche provato l’inevitabile senso di colpa verso coloro che erano in viaggio con me, oltre a una enorme rabbia. La donna non rispondeva più al telefono già un’ora e mezza prima del nostro arrivo, per poi essere ovviamente bloccata su entrambi i numeri di telefono forniti». Le ore ed i giorni successivi alla scoperta del ‘bidone’ sono stati i peggiori. «Siamo rimasti senza alloggio – prosegue la turista – a quasi 500 chilometri da casa. Decine e decine di telefonate a chiunque, per cercare di trovare un posto dove almeno dormire, lavarci e riposarci dopo la pesantissima giornata che avevamo sulle spalle. Ma, niente, non abbiamo trovato nulla. Siamo stati obbligati a ripartire per un’altra regione, in un alloggio di fortuna, spendere soldi in alloggio, autostrada, benzina, perché eravamo sfiniti ed ancora ad oggi, vaghiamo. Il malessere è stato troppo forte, soprattutto pensando alla mia bambina che ha avuto le lacrime agli occhi, quel giorno. Seduta nel sedile posteriore della mia auto, con un senso di smarrimento e delusione che mi è arrivato dentro e che mi ha fatto male. Abbiamo passato un inferno, tra stanchezza, caldo, rabbia e amarezza e solo chi ci è passato, può comprendere».

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