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Visita al carcere di Montacuto,
Bilò: «Tante criticità da risolvere»

ANCONA - Il consigliere regionale della Lega rileva che c'è carenza di agenti di Polizia penitenziaria e che sono necessari lavori di ristrutturazioni. «Positive invece le attività per il reinserimento nella collettività dei detenuti, in itinere anche la realizzazione di un caseificio con 20 pecore per la produzione di formaggio» osserva
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Il carcere di Montacuto (foto d’archivio)

 

 

Lo scorso 7 ottobre, il consigliere regionale eletto in quota Lega Mirko Bilò si è recato in visita nelle strutture penitenziarie di Ancona, la casa circondariale di Montacuto e la Casa di reclusione Barcaglione, accompagnato da una delegazione regionale di Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp) costituita dal vicesegretario regionale Angelo De Fenza, dal segretario provinciale di Ascoli Piceno Luca Iannotta e dal segretario regionale di Ancona Giovanni Giuliani. Obiettivo verificare la situazione dei due istituti penitenziari per avanzare proposte volte a trovare soluzioni alle criticità, visto il mandato ricevuto dagli elettori in seno all’Assemblea Legislativa. Nella casa circondariale di Montacuto, al problema della carenza di agenti di Polizia Penitenziaria, che si attesta attualmente sulle 35 unità, si aggiunge quello del sovraffollamento di detenuti, in numero superiore di circa 50 unità. «Sono problemi che rivestono una importanza cruciale e che occorre risolvere con estrema urgenza, specie alla luce dell’attuale pandemia di coronavirus, che proprio nella fase emergenziale avevano suscitato proteste mettendo a rischio la sicurezza dei poliziotti e degli stessi detenuti» spiega Bilò.

Mirko Bilò

Ma il consigliere solleva anche un’altra criticità, quella infrastrutturale: «Sono necessari lavori di ristrutturazioni, da compiere con urgenza per rendere maggiormente vivibili, salubri e sicuri questi ambienti, per gli agenti di Polizia Penitenziaria che quotidianamente vi lavorano, ma anche per gli stessi detenuti». Tra i lavori urgenti ci sono anche quelli di rifacimento del tetto, dove si segnalano infiltrazioni di acqua piovana e degli scarichi della cucina, che danno luogo a perdite di acqua nei cunicoli sotterranei le quali favoriscono il proliferarsi di ratti e zanzare. Situazione sotto controllo invece a Barcaglione, dove la struttura «sia sotto il profilo organizzativo sia di igiene e salubrità, risulta efficiente e ben organizzata: i reparti detentivi e gli altri locali a disposizione dei detenuti sono ben curati sotto ogni profilo, così come la caserma che ospita agenti e uffici, inclusi gli altri ambienti in uso al personale di Polizia Penitenziaria. Accento positivo anche sulle attività trattamentali finalizzate al reinserimento nella collettività dei detenuti, fra le quali c’è in itinere anche la realizzazione di un caseificio con 20 pecore per la produzione di formaggio».

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