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«Posti letto nelle terapie intensive:
siamo ai livelli pre Covid, allarme rosso»

SANITA' - La denuncia il dottor Marco Chiarello, presidente dell'Aaroi Emac Marche: «La Regione è impreparata, l'incremento previsto in estate non è stato portato a termine. In più è peggiorato il deficit di anestesisti rianimatori»
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Il Covid center di Civitanova

 

«Il virus sta incrementando la sua diffusione trovando impreparata la Regione in tema di posti letto nelle terapie intensive». Lancia un allarme rosso l’Aaroi Emac (l’associazione degli anestetisti rianimatori) delle Marche per bocca del presidente regionale Marco Chiariello.  Secondo quanto denuncia, ad oggi, non ci sarebbe stato l’incremento di posti letto in terapia intensiva previsto, così in caso di un ulteriore peggioramento della situazione gli ospedali delle Marche si troverebbero in emergenza come nella prima ondata. Al momento, secondo l’ultimo bollettino di ieri ci sono 19 pazienti Covid ricoverati nei reparti intensivi, un numero che è praticamente triplicato in appena una settimana. 

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Marco Chiarello

«Il 31 marzo 2020 169 pazienti occupavano altrettanti posti letto nelle Rianimazioni marchigiane che prima dello scoppio dell’epidemia ne avevano solo 120 – ricorda Chiarello –  Per garantire il ricovero dei pazienti gravi al picco Covid, aree subintensive cardiologiche e di altre specialità, nonché parecchie sale operatorie sono state trasformate in Rianimazione. Alcuni ospedali hanno subito una rivoluzione diventando in 24 ore ospedali Covid (Camerino ne è stato un esempio) e in parallelo è stato costruito il Covid center a Civitanova, utilizzato a fine maggio per qualche giorno e per 3 soli pazienti. Questo incremento di posti letto (virtuale e non strutturale) che nel periodo di massima emergenza è cresciuto del 124% per un totale di 257, è stato supportato da anestesisti rianimatori dirottati dalle sale operatorie, con conseguente stop degli interventi chirurgici programmati. L’allora cronico deficit regionale di anestesisti rianimatori (-30 unità) è stato tamponato con abnegazione ed applicazione del decreto del 9 marzo 2020, utilizzando 15 specializzandi al V° anno e 15 pensionati rientrati in servizio. Con forza e in diverse circostanze dal mese di giugno Aaroi Emac Marche ha chiesto l’apertura di un tavolo regionale per organizzare la risposta all’eventuale “seconda ondata” che verosimilmente si sarebbe potuta ripresentare in autunno inoltrato. Nel frattempo, il decreto 19 maggio 2020 n. 34 (Misure Urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19) ha previsto l’incremento dei posti nei reparti intensivi in tutta Italia, passando da 0,8 a 1,4 posti letto/1.000 abitanti: per la nostra regione 106 posti strutturali in più, che la delibera regionale 751 del 16 giugno ha recepito».

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Questa la tabella predisposta dall’associazione

 

«Su richiesta di Aaroi Emac Marche – continua Chiarello – le istituzioni regionali, di concerto con il commissario nazionale Arcuri, hanno assicurato la partenza immediata dei progetti riguardanti i lavori di ristrutturazione, per avere ad ottobre ed in tempo utile il numero incrementale di posti letto nei reparti intensivi. Oggi non c’è traccia di questo incremento. Siamo alla condizione “precovid”». Non solo.  «Nel frattempo – continua infatti il medico – il numero di anestetisti rianimatori in dotazione alle Marche presenta un deficit peggiorato (pensionamenti e trasferimenti) rispetto al dato 2019, pari a – 44 dirigenti specialisti (di cui 6 per gravidanza non sostituita). Mantenere le attività normali (quindi non considerando il loro incremento in caso di implementazione dei posti letto per Covid) comporta l’incremento del lavoro degli anestesisti rianimatori attualmente in servizio per coprire i 44 posti vacanti, per un totale di 11.000 turni aggiuntivi / anno. Le graduatorie dei concorsi nel frattempo espletati sono state utilizzate ed è necessario bandirne dei nuovi».

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La tabella predisposta dall’associazione sul deficit di anestesisti rianimatori

«Tre giorni prima delle elezioni del 20 settembre si è riunito in regione il tavolo tecnico più volte richiesto in estate – continua Chiarello – il quale ha ribadito la carenza generale di specialisti (non solo anestesisti rianimatori, ma anche broncopneumologi, cardiologi, infettivologi, internisti) e quindi l’assoluta impossibilità di attivare i 14 posti letto intensivi e i 14 posti letto di subintensiva del Covid center di Civitanova: servirebbero, infatti, 14 anestesisti rianimatori in più dei 44 che già mancano, per un totale di 59 specialisti. Degli altri 56 posti letto (884 in totale) non si sa nulla e non sono presenti dotazioni di elevata tecnologia: potrebbero essere destinati al ricovero di pazienti postacuti, come suggerito da molti nei mesi di aprile/maggio. Aaroi Emac Marche è preoccupata e lancia l’allarme rosso. Lavorando intensamente in estate si sarebbero potuti allestire i 105 posti previsti in incremento, raggiungendo la dotazione regionale di 225».

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I posti letto nel Covid center di Civitanova

«L’eventuale ripresa di un numero elevato di ricoveri nelle terapie intensive (ad oggi 21 ottobre “solo” 19 ricoverati, pari all’ 11,2% del 31 marzo  e pari al 15,8% dei posti disponibili in generale) – prosegue il medico – costringerebbe il Servizio sanitario regionale a sospendere l’attività di sala operatoria programmata in tutti gli ospedali, dirottando presso le aree intensive Covid nel frattempo riattivate gli anestesisti rianimatori. Il gruppo di lavoro regionale, di fronte a questo scenario ha proposto di chiedere alla Protezione civile di farsi carico di garantire la dotazione organica di personale specialistico (anche infermieristica) presso il Covid center qualora dovesse servire ed ha auspicato l’attivazione, prevista dal decreto 9 marzo 2020, di assunzione degli specializzandi al IV° e V° anno di concerto con la scuola di specialità in Anestesia e Rianimazione: questa azione consentirebbe il ricupero di circa 36 dirigenti. Non accettiamo affermazioni “ad effetto” – conclude Chiarello –  Il dato di fatto è che l’allarme rosso è attuale e non potrà essere spento se non con la diminuzione del contagio o la sopravvenienza del vaccino. Nel frattempo il presidente Conte si è ricordato degli “eroi” ed ha stanziato fondi per il premio Covid ai medici: nelle Marche una media di 600 euro lordi. Il presidente Acquaroli, la nuova giunta ed il nuovo assessore alla Salute Saltamartini facciano la loro parte, assicurando quel sano confronto con le strutture sanitarie regionali, le rappresentanze dei medici e l’Università, per costruire rapidamente un consenso operativo e determinante nella lotta alla pandemia. Aaroi Emac Marche è disponibile per un dialogo immediato e per fare la sua parte».

 

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