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«Calano i contagi nelle Marche:
irragionevole la zona arancione,
parametri da rivedere subito»

COVID - I consiglieri regionali della Lega e il commissario Riccardo Augusto Marchetti: «L'algoritmo ha tenuto conto di un paio di focolai di Rsa che hanno fatto scattare la lancetta dell’allerta»
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MARCHETTI-CONSIGLIERI-REGIONALI

Il commissario Riccardo Augusto Marchetti con i consiglieri regionali della Lega

 

«La Lega lo aveva anticipato, i dati lo confermano: l’indice di contagio nelle Marche continua a scendere e il ministro Speranza ha irragionevolmente dichiarato le Marche zona arancione basandosi su parametri e algoritmi che vanno immediatamente rivisti. Una decisione grave per le conseguenze sulla tenuta sociale ed economica di un territorio già fortemente provato dalla crisi del lockdown». Lo dichiarano i consiglieri della Lega Marche alla luce dei dati salienti del report settimanale sui contagi in regione.

«Le Marche erano e sono virtuose nella lotta alla pandemia che continuerà anteponendo l’effettiva efficacia alla chiusura indiscriminata, come dimostra l’ultima ordinanza della giunta Acquaroli. Il governo invece utilizza un sistema di tracciamento inadeguato che ha conseguenze pesantissime – spiega il capogruppo Mauro Lucentini – sorge quindi il dubbio che il ministro Speranza abbia preso una decisione politica. Di certo è stata una scelta totalmente errata e basta valutare i dati reali. Le Marche sono state colorate di arancione perché un algoritmo ha tenuto conto di un paio di focolai di Rsa che hanno fatto scattare la lancetta dell’allerta».

«È vergognoso che il governo continui a restare arroccato nelle sue torri d’avorio, lontano dalla vita vera, dalle persone – aggiunge Riccardo Marchetti, commissario della Lega Marche – Stiamo portando anche in Parlamento il grido dei tanti cittadini perbene che sono sull’orlo del baratro, e qualcuno dovrà per forza dar conto delle scelte scellerate che i marchigiani stanno ingiustamente subendo. Sarebbe stato opportuno il governo avesse avviato un confronto con i vertici della Regione Marche che avrebbero potuto evidenziare i dati positivi, ma da Roma solo una telefonata per comunicare quanto già deciso, senza possibilità di contraddittorio

 

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