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Vertenza Whirlpool, a Fabriano
adesione al 90% allo sciopero

LA MOBILITAZIONE indetta per oggi da Fim, Fiom e Uilm ha registrato un'alta partecipazione nel primo turno di lavoro. I sindacati protestano per la richiesta di cassa integrazione formalizzata dalla multinazionale a fronte degli aumenti di volumi di produzione che stanno imponendo lavoro straordinario e assunzioni di lavoratori temporanei

Una manifestazione dei lavoratori di Fabriano

 

Vertenza Whirlpool, per la giornata di oggi, 27 novembre, i sindacati dei metalmeccanici hanno proclamato 2 ore di sciopero (un’ora per i part-time) da effettuarsi alla fine di ogni turno. L’adesione registrata al primo turno negli stabilimenti della multinazionale a Fabriano è stata del 90%. La mobilitazione è stata proclamata dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm dopo l’incontro dello scorso 24 novembre «per esame congiunto sulla cassa integrazione Covid, di cui Whirlpool ha fatto domanda fino a fine dicembre. – ricordano in una nota congiuta le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm -La richiesta aziendale di Cigo riguarda tutte le unità produttive gruppo, con l’eccezione del solo sito produttivo di Cassinetta (è invece aperta la Cigo per le attività non produttive ivi allocate); tuttavia la Direzione aziendale conferma che non farà effettivo ricorso alla Cigo nello stabilimento di Napoli nonostante l’avvenuta cessazione della produzione, cessazione per noi inaccettabile. Anche altrove comunque l’utilizzo della cassa integrazione sarà in concreto limitato grazie al recente aumento dei volumi. Whirlpool ha inoltre dichiarato che non sta più riconoscendo il trattamento di miglior favore concordato con l’accordo di marzo sulla maturazione dei ratei durante i periodi di cassa, che reputa dovuto solo fino a giugno, ma ha detto che è disponibile ad approfondire l’argomento per cui sarà fissato un nuovo incontro». Nella circostanza Fim, Fiom, Uilm hanno espresso insoddisfazione per questa scelta aziendale non comprendendo la giustificazione della richiesta di cassa, a fronte degli aumenti di volumi ammessi dalla stessa direzione aziendale «che stanno determinando la richiesta di straordinari e perfino in taluni casi la assunzione di lavoratori temporanei – rimarcano – Denunciano anche l’utilizzo scorretto dello strumento quando questo viene concentrato su alcune categorie professionali addirittura in alcuni casi senza rotazione».

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