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Natale senza cinema:
«Inutile farsi illusioni sul futuro,
ma è il pubblico a darci speranza»

INTERVISTA a Chiara Malerba che gestisce il Nuovo Cinema Azzurro di via Tagliamento. Come proposta natalizia, sono stati venduti abbonamenti e ticket singoli senza scadenza: «è uno dei segnali forti che ci permette di gettare lo sguardo in avanti». Un bigliettino anonimo lasciato da un affezionato lasciato sotto al portone della sala: «Voi resistete Azzurrini, noi torneremo»
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Chiara Malerba, gestore del Cinema Azzurro

 

di Marco Benedettelli

«È il nostro primo Natale senza cinema, e speriamo che sia anche l’ultimo», scherza Chiara Malerba a proposito di queste festività senza film nelle sale, senza pubblico che riempie il buio fra le poltrone, mentre le storie scorrono sullo schermo con le loro luci. Il Nuovo Cinema Azzurro che Malerba gestisce e programma assieme al socio Francesco Nocciolino è ormai fermo da marzo. Ma in tutti questi mesi il calore del suo pubblico non ha mai smesso di irraggiarsi attorno alla sala d’essai di via Tagliamento, che da qualche anno delizia gli amanti della settima arte con pellicole scelte, rassegne, anteprime e classici restaurati. «Per le feste abbiamo ideato l’iniziativa “Un secolo di cinema – Un abbonamento lungo 100 anni” e la risposta è stata straordinaria – racconta Chiara –. Abbiamo confezionato abbonamenti e biglietti singoli, senza scadenza, “validi per un intero secolo”, che guardano oltre la pandemia. Sabato e domenica ne abbiamo venduti almeno un centinaio, assieme a tante entrate uniche. Il nostro pubblico si è messo in fila al botteghino, ed è stata anche un’occasione per rivederci fra noi, distanziati ma presenti. Con grande gioia ed emozione, “Un secolo di cinema” è stato un dono boomerang anche per me e Francesco Nocciolino, perché le persone che venivano a regalarsi un abbonamento ci hanno fatto sentire il calore di chi vuole bene alla nostra realtà». Spiega Chiara che a prendere i biglietti sono accorsi anche giovani che alla realtà di via Tagliamento si sono affacciati forse le prima volta, attratti dalla magia che il cinema vero sprigiona persino da fermo.

La sala dell’Azzurro

Alcuni spettatori fedelissimi hanno chiesto di spingersi  a fare capolino oltre l’ingresso in platea, per abbracciare la sala dalle pareti e dalle poltrone foderate di azzurro e cercare magari il proprio posto, quello di solito prescelto nelle visioni cinematografiche. Riguardo al futuro, Chiara Malerba è fiduciosa: «Ora guardiamo alla programmazione estiva all’aperto e alla collaborazione col Lazzabaretto Cinema. Inutile farsi illusioni su un imminente ritorno in sala, se ne resterebbe delusi. Attendiamo che la campagna vaccinale porti i suoi benefici. Sul piano economico, il nostro cinema dovrebbe farcela a sorpassare il periodo di chiusura. La Parrocchia di Santa Maria dei Servi che detiene la sala ci è venuta incontro sull’affitto e a darci respiro ci sono stati ristori e fondi ministeriali del Mibac ricevuti a giugno e questi giorni. Però a rassicurarci profondamente è la risposta calorosa per la campagna natalizia d’abbonamenti, è uno dei segnali forti che ci permette di gettare lo sguardo in avanti». Negli ultimi tempi per uno sciagurata falla di sistema la vecchia pagina Facebook del cinema si è oscurata ed è andato perso il  patrimonio di 8mila affezionati che dà lì si informavano sulla programmazione. Per dare slancio alla nuova pagina Cinema Azzurro – Ancona, Chiara Malerba e Francesco Nocciolino hanno pensato a una piccola performance da condividere: hanno proiettato in sala brevissimi pezzi di film patrimonio dell’immaginario collettivo natalizio e hanno ripreso le immagini che scorrevano sul grande schermo col telefonino, per poi pubblicarle sui social, così da portare di nuovo il loro cinema e il suo incanto davanti a più occhi possibile. È durante queste giornate, quando il proiettore ha ripreso a funzionare, che è accaduta una piccola favola del Natale, racconta Chiara: «Un nostro anonimo e sconosciuto amico, che non smetteremo mai di ringraziare, una notte ci ha infilato un biglietto sotto al portone, con la scritta: “Una delle cose che ci manca di più è venire al cinema. Stare al buio con la testa e il corpo buttati dentro una storia. Dovrebbe starci a cuore tutto questo. Spesso diciamo che noi non siamo nulla senza i nostri sogni, ma anche loro non sono granché senza di noi. Voi resistete Azzurrini, noi torneremo”».

 

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