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La pandemia presenta il conto:
-11,9% l’export delle Marche

IL REPORT sull'andamento delle esportazioni nell'anno della pandemia. Il presidente della Camera Commercio Sabatini: «Per ripartire il primo risultato da raggiungere è quello dei vaccini». Il numero uno di Confindustria Schiavoni: «Serve una costante e concreta sinergia con tutti gli stakeholder»
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Il presidente della camera di Commercio unica delle Marche, Gino Sabatini (foto d’archivio)

 

Il peso della pandemia sull’export delle Marche: -11,9% nel 2020. Il dato, fornito dalla Camera di Commercio, è stato commentato dal presidente Gino Sabatini:  «Le Marche pagano i mesi di lockdown del 2020 con le aziende praticamente chiuse. Il dato negativo dell’export certifica una situazione chiara: tra i primi 10 distretti più colpiti a livello nazionale ben 4 erano delle Marche; in particolare sofferenza il calzaturiero: questa situazione ha avuto un impatto devastante sulle aziende produttrici di beni durevoli. Il -11,7% è, del resto, un dato medio visto che ingloba anche il risultato estremamente positivo del polo farmaceutico del Piceno». «È evidente – ha continuato il presidente della Camera di Commercio – che alcuni Paesi, come la Cina e l’India, sono ripartiti: questo significa che il primo risultato da raggiungere è quello dei vaccini. Abbiamo bisogno che ci sia una svolta nella campagna vaccinale e che chi opera con l’estero, imprenditori, export manager, allestitori di macchinari, tecnici specializzati siano subito vaccinati e, contemporaneamente, possano godere di un passaporto sanitario ad hoc per muoversi liberamente. Dobbiamo riprendere a esportare, come Marche e come Paese, avendo la consapevolezza che la crisi pandemica non sarà risolta in poche settimane e che tornare a esportare come e più di prima diventa oggi vitale per il nostro sistema produttivo».  Il risultato dell’ultimo trimestre 2020 ha peggiorato quello del secondo, facendo archiviare l’anno pandemico delle esportazioni marchigiane con un -11,7% rispetto al 2019. Il mese peggiore è stato aprile, con un calo del 46%. L’export italiano è andato poco meglio, con una flessione del -9%.

Claudio Schiavoni

Nelle Marche il risultato peggiore è di Fermo (-22,9%), segue Macerata (-18,7%), Pesaro Urbino (-14,5%). Ancona con -11,9% allineata al dato Marche, Ascoli Piceno unica con segno positivo, +1,6%, legato come noto al comparto farmaceutico. I primi 10 mercati di sbocco per valore delle esportazioni: Germania, Belgio, Francia, Stati Uniti, Spagna , Polonia, Regno Unito, Russia e Romania. Con riguardo all’andamento mensile dell’annus horribilis, aprile maggio e giugno sono stati i peggiori; a novembre il risultato è stato complessivamente identico all’anno precedente. A dicembre e novembre, Ancona ha registrato una performance positiva con l’export rispettivamente a +16,5% e +10,6%. Il mese peggiore per la provincia di Ancona è stato aprile: -60,7%. Le parole di Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria: «Un dato purtroppo atteso ma che continua a preoccuparci – ha commentato  – soprattutto perché più negativo sia di quello medio nazionale (-9,7%) sia di quello delle regioni centrali (-8,5%). Siamo tutti consapevoli che il nostro sistema manifatturiero è stato colpito molto duramente dalla crisi generata dalla pandemia e per questo è sempre più necessaria una costante e concreta sinergia con tutti gli stakeholder che hanno come obiettivo la ripresa e lo sviluppo del sistema produttivo delle Marche. L’internazionalizzazione è un driver strategico per la crescita e il posizionamento competitivo sui mercati delle nostre imprese ed è urgente quindi intervenire, sia a livello nazionale che regionale, per supportare l’export delle filiere produttive a partire dalle aziende più strutturate e con capacità di traino».

 

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