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Covid, i riti della Settimana Santa
con le indicazioni dell’arcivescovo

ANCONA - Mons. Angelo Spina ha inviato una lettera a sacerdoti e fedeli con le regole da seguire: vietate processioni e benedizioni delle famiglie nelle case, messe in presenza nelle chiese o da seguire sui canali social, ramoscelli di ulivo in bustine di plastica e il bacio della Croce riservato solo al celebrante
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L’arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, mons, Angelo Spina durante la messa di Pasqua 2020 in diretta streaming dal duomo di San Ciriaco

 

 

L’arcivescovo metropolita della Diocesi di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, ha inviato una lettera ai sacerdoti e ai fedeli per dare istruzioni su come saranno celebrati i riti della Settimana Santa, nel secondo anno di convivenza con il Covid 19. «Quest’anno possiamo celebrarli con la presenza dei fedeli nelle nostre chiese. Si faccia tutto quel che è possibile, nel costante rispetto delle disposizioni relative alla sicurezza igienico-sanitaria, per assicurare le condizioni per il radunarsi della comunità» esordisce nella sua missiva mons. Angelo Spina.  Le funzioni religiose in presenza potranno essere organizzate nelle ore più consone e nel rispetto del coprifuoco delle 22 ma anche seguite sui canali social della Diocesi e delle singole chiese da chi non potrà recarsi nei luoghi di culto. Sulla scorta della recente nota della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e degli “Orientamenti per la settimana santa 2021” proposti dalla Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo consiglia nella Domenica delle Palme, il prossimo 28 marzo, «di non distribuire rami singoli ma di inserirli in buste di plastica trasparenti, che potranno essere distribuite prima della Messa, da alcuni volontari all’ingresso della chiesa o che passano tra le panche, muniti di guanti e mascherine. Si evitino assembramenti dei fedeli; i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma che hanno ricevuto in chiesa; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami da mano a mano».

Il Giovedì santo, 1 aprile, la Messa crismale verrà celebrata nella cattedrale di San Ciriaco alle ore 10.«I sacerdoti portino con sé il camice e la stola e li indossino al posto dove si siedono. Tutti siamo invitati a concelebrare, nessuno resti tra i banchi solo ad assistere, è il giorno in cui vengono rinnovate le promesse sacerdotali. – è l’invito di mons. Spina – Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo distribuirà gli oli ai parroci e agli amministratori parrocchiali. Come lo scorso anno gli oli verranno consegnati in bottigliette contenute in una busta di plastica trasparente. Ognuno abbia la premura, poi, di conservare l’olio negli appositi contenitori che sono in parrocchia e non lasciare gli oli nelle bottigliette che sono state consegnate». La Messa vespertina “Cena del Signore” potrà essere anticipata ad un orario che ogni sacerdote riterrà opportuno in caso dovesse esserci il coprifuoco, in modo da consentire ai fedeli di poter tornare in tempo nelle loro case, ma dovrà essere omessa la lavanda dei piedi.«Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, e dell’eventuale coprifuoco» sottolinea il vescovo.

Per il Venerdì santo, 2 aprile invece la Celebrazione della Passione si potrà svolgere in tutte le sue parti.« L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.- spiega il presule – La Croce potrà essere lasciata in chiesa per l’adorazione laddove sia garantito, attraverso barriere o cordoni, che i fedeli non si avvicinino eccessivamente. Nei momenti di maggior affluenza dei fedeli sarà opportuna la presenza di volontari. Non potrà svolgersi alcuna processione di fedeli, neanche in occasione del pio esercizio della Via Crucis, che comunque potrà svolgersi regolarmente in chiesa, con i fedeli al loro posto nell’assemblea. Laddove le circostanze del luogo lo rendono opportuno il solo presbitero, accompagnato da alcuni ministranti, potrà percorrere le strade della parrocchia con la croce o con un altro simulacro caro alla devozione popolare e il Popolo di Dio sarà invitato a partecipare affacciandosi alle finestre e ai balconi delle proprie case».

La Veglia pasquale del 3 aprile potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco e sempre evitando movimenti processionali con i fedeli (compreso l’ingresso con il cero pasquale). «I ceri per il lucernario – specifica mons, Spina nella lettera – non vengono dati ai fedeli, onde evitare che durante l’accensione possano esserci contatti. L’eventuale amministrazione del battesimo, come già previsto per il tempo di pandemia, dovrà avvenire per infusione. Il battesimo degli adulti viene tenuto in cattedrale dall’arcivescovo». Nel perdurare dell’emergenza sanitaria anche quest’anno sono proibite le benedizioni delle famiglie; il sacramento della confessione deve essere celebrato con le dovute distanze e disposizioni igienico-sanitarie e in ambiente areato e la Comunione agli ammalati può essere portata dai presbiteri, dai diaconi, dagli accoliti e dai ministri straordinari dell’Eucaristia ma dopo essere stata concordata con le persone ammalate e i loro familiari.

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