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Screening per le scuole:
730 studenti al Sanzio,
rilevati tre casi positivi

FALCONARA - Test finiti all'aeroporto in vista del ritorno sui banchi. Il sindaco Signorini: «Ringrazio di cuore tutti i soggetti che hanno permesso di organizzare questo servizio»
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La fila per i test in aeroporto

 

Sono stati in totale 730 i bambini e ragazzi che, tra sabato 3, lunedì 5 e oggi hanno raggiunto l’aeroporto Raffaello Sanzio per sottoporsi allo screening gratuito su base volontaria, predisposto in vista del ritorno a scuola. Nel corso delle tre giornate sono stati evidenziati tre casi positivi. E’ il risultato dell’iniziativa organizzata dal Comune di Falconara in collaborazione con Innoliving (società di Ancona che si occupa della fornitura dei tamponi), Aerdorica (la società che gestisce il Sanzio), Polo diagnostico del Gruppo Kos (che gestisce il presidio sanitario allestito in aeroporto) e direzione aeroportuale Enac. Innoliving, Aerdorica e Gruppo Kos, che dallo scorso autunno garantiscono il servizio di screening in aeroporto, hanno fatto in modo che il servizio rivolto agli studenti falconaresi potesse essere organizzato in tempi rapidissimi, per offrire un’opportunità di monitoraggio alle famiglie. Per i ragazzi è stata allestita una postazione dedicata, nell’ala ovest del Terminal Arrivi. A fare in modo che tutto si svolgesse regolarmente c’erano i volontari del gruppo comunale di Protezione civile, guidati dal coordinatore Mauro Malatesta, che hanno vigilato sul distanziamento e sul rispetto delle regole.
«Ringrazio di cuore tutti i soggetti che hanno permesso di organizzare questo servizio – dice il sindaco Stefania Signorini -. Innoliving, Aerdorica e Gruppo Kos hanno dimostrato grande sensibilità verso la comunità falconarese e i volontari della nostra Protezione civile, ancora una volta, non si sono risparmiati e si sono messi a disposizione della città. Insieme è stata creata una bella sinergia e una squadra ben organizzata. Questo ha permesso di estendere lo screening anche ai bambini delle scuole materne. Sottoporsi a tampone non era obbligatorio e mi fa piacere che tante famiglie abbiano colto questa opportunità, un ulteriore strumento per tornare in classe in sicurezza».

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