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«Il nuovo piano industriale di Elica
manterrà l’occupazione di 700 persone
a Fabriano, Mergo e Castelfidardo»

LAVORO - L'ha ribadito ieri al tavolo ministeriale l'ad della multinazionale, Giulio Cocci specificando che «non ci sono alternative meno dolorose della delocalizzazione». La vice ministro Todde :«Mise pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti disponibili per capire come rendere più competitiva l’azienda in Italia». Il sindaco Santarelli: «Vertice imbarazzante»
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Delocalizzazione ed esuberi Fiom: Fim e Uilm hanno convocato per oggi nuove assemblee assemblee dei lavoratori per riferire i contenuti del primo tavolo ministeriale svolto ieri al Mise, mentre da domani ripartiranno i presidi ed è in programma uno sciopero nello stabilimento di Mergo.

Giulio Cocci

All’incontro convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardante sul nuovo piano industriale, ieri l’azienda «ha confermato la disponibilità ad un proficuo e costruttivo confronto sulla gestione dell’impatto occupazionale derivante, attraverso lo studio di tutte le soluzioni possibili e gli strumenti disponibili da definirsi di concerto con le organizzazioni sindacali, le parti sociali e gli organi istituzionali. – fa sapere una nota dell’Elica spa – Condivide l’approccio della vice ministro Alessandra Todde che si è fatta promotrice di ulteriori incontri di approfondimento, anche bilaterali e ritiene che ciò consentirà di capire meglio i contenuti di dettaglio del progetto». Elica considera che il piano industriale 2021-2023, che prevede la riorganizzazione del footprint industriale dell’area Cooking Italia,«seppur doloroso, sia fondamentale per rendere l’azienda competitiva in un mercato nel quale i concorrenti ormai da anni hanno intrapreso azioni similari. – prosegue il comunicato della multinazionale – Tale scelta consentirà di mantenere l’occupazione di circa 700 persone nella sola provincia di Ancona tra Fabriano, Mergo e Castelfidardo e quindi di salvaguardare il futuro e la stabilità del Gruppo. Questo nuovo assetto organizzativo garantirà la strategicità e la centralità dell’headquarter di Fabriano, centro di tutte le funzioni che conferiscono valore aggiunto ai prodotti, consentendo di far rimanere il cuore e la testa dell’azienda nelle Marche». Per Elica pertanto non ci sono alternative meno dolorose a questo piano.«Il piano industriale presentato è essenziale per salvaguardare la capacità competitiva di Elica nel futuro e per superare le criticità dell’area Cooking Italia che continua, da anni, a rimanere in perdita. Condivido l’approccio proposto dalla vice ministro Alessandra Todde per avviare un confronto proficuo tra le parti sui contenuti» ha commentato al termine del vertice Giulio Cocci, ad di Elica.

Il vice ministro Alessandra Todde

Anche la vice ministro Alessandra Todde ha rilasciato dichiarazioni a conclusione della videoconferenza. «Credo che presentarsi ad un tavolo istituzionale dicendo che il piano dell’azienda è immutabile non sia un approccio corretto. – ha detto – Il Mise è pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti disponibili per capire come rendere più competitiva l’azienda in Italia cercando di evitare la delocalizzazione annunciata. Il territorio di Fabriano ha già vissuto gravi crisi industriali e i problemi dell’area sono chiaramente legati all’impoverimento del territorio e al terremoto súbito. Non possiamo permettere che l’Italia esca svantaggiata da questa partita, dobbiamo lavorare sinergicamente con tutti gli attori coinvolti per raggiungere una soluzione che renda il territorio e il Paese maggiormente competitivi. L’Italia è un mercato importante per Elica, soprattutto grazie al valore riconosciuto del “made in Italy”, e proprio per questo – e l’ho ribadito al tavolo – il Governo non è disponibile supportare la scelta dell’azienda ad abbandonare il Paese per spostare la produzione da altre parti». La vice ministro ha comunque sottolineato che« questo è il primo di molti incontri e siamo disponibili a rivederci per discutere con le parti. Questo tavolo è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Aggiornerò a breve il tavolo».

Il sindaco Gabriele Santarelli

Ha partecipati all’incontro al Mise anche il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli che, in un post sui social media ha definito il vertice «imbarazzante con l’azienda che ha ribadito la propria indisponibilità a rivedere il suo programma di dismissione, spacciato ancora per riorganizzazione, e inserendo in una slide il programma di sostegno ai fuoriusciti con al primo posto Naspi e Cassaintegrazione. Quindi l’idea è quella di delocalizzare usando i soldi degli italiani? Bene ha fatto il viceministro Alessandra Todde a rispedire aspramente al mittente quanto rappresentato. Da parte di Elica una completa mancanza di rispetto e di stile, che ho voluto sottolineare nel mio intervento, quando con altre slide ha provato a giustificare il suo progetto di desertificazione portando come esempio quanto fatto da altre aziende di cappe del territorio, inanelando però una serie di inesattezze e di sfondoni prontamente evidenziate dal rappresentante locale di Fiom. Hanno avuto anche il coraggio di dire che ad essere delocalizzata sarà solo la produzione di bassa gamma quando invece sappiamo benissimo che la prima cosa che verrà prodotta in Polonia sarà uno dei prodotti di punta, ossia quel piano integrato Tesla sul quale le maestranze italiane hanno tanto investito in conoscenza e professionalità per migliorarlo».

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