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Falsi ispettori ambientali,
l’allarme del Comune:
«Non fateli entrare in casa»

FALCONARA - Dopo le segnalazioni l'ente ha avvisato i cittadini specificando di non aver inviato alcun dipendente nelle abitazioni private e suggerendo, all'evenienza, di contattare subito le forze dell’ordine
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Foto d’archivio

 

Si spacciano per ispettori ambientali e con la scusa di dover controllare se il servizio di smaltimento rifiuti viene svolto correttamente in casa, tentanto di entrare nelle abitazioni private con l’intenzione di derubare i proprietari. Il Comune di Falconara invita tutti i cittadini a non fare entrare in casa persone che si fingono ispettori dei rifiuti. Né l’amministrazione comunale, né il gestore del servizio di igiene urbana Marche Multiservizi inviano i propri dipendenti a fare controlli all’interno delle abitazioni. I veri ispettori ambientali controllano la corretta separazione dei rifiuti una volta che la spazzatura è stata gettata nei contenitori stradali. Se dovessero presentarsi persone che chiedono di entrare in casa per il controllo dei rifiuti, la raccomandazione, oltre a non aprire, è di chiamare subito le forze dell’ordine.

«L’allarme nasce dalla segnalazione di una residente, che nella serata di ieri, 13 maggio, ha ricevuto la visita inattesa di due giovani donne. – spiega una nota dell’Amministrazione comunale di Falconara – Queste prima si sono annunciate al citofono come conoscenti, utilizzando nomi che erano familiari alla padrona di casa, poi si sono spacciate per ‘ispettrici dei rifiuti’: con la scusa di controllare il bidone della spazzatura, per accertarsi che i rifiuti fossero correttamente separati, le due sono entrate e si sono trattenute in casa. Mentre una controllava la spazzatura in cucina, l’altra ha tentato di introdursi in altre stanze dell’abitazione. Fortunatamente le due giovani sono state fatte uscire prima di avere accesso ad altre camere e la residente ha subito avvertito i carabinieri. Stamattina ha chiamato anche gli uffici comunali, cui ha fornito una breve descrizione delle donne ‘sospette’, entrambe con i capelli scuri: una alta e snella, l’altra più robusta, con grandi tatuaggi. Durante la permanenza in casa, la giovane tatuata ha ricevuto una telefonata e ha finto di parlare con un responsabile della società dei rifiuti per spiegargli cosa aveva trovato e questo induce a ritenere che nella truffa siano coinvolte anche altre persone».

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