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«Tutelate gli storici platani
di via Marconi agli Archi»

ANCONA - Il circolo naturalistico Il Pungitopo e Italia Nostra chiedono al Comune di non abbattere gli alberi piantati nel 1800 durante i lavori previsti dal Piano periferie ma di valutare una variante al progetto per il rione per non perdere l’ultima testimonianza dell’antico lungomare della città
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Via Marconi

 

Una ricerca storica effettuata dal Pungitopo (Legambiente) e da Italia Nostra rivela che sin dalla metà dell’Ottocento l’attuale via Marconi, agli Archi di Ancona, è caratterizzata dalla presenza di alberi di prima grandezza. «Come tutti i cittadini hanno avuto modo di verificare, in via Marconi sono stati avviati i lavori previsti dal Piano periferie, e il progetto attualmente prevede che i grandi platani esistenti debbano essere abbattuti e sostituiti da piccoli alberi da fiore (peri e ciliegi). – ricorda un comunicato de Il Pungitopo – Alcuni giorni fa, come circolo naturalistico di Legambiente “Il Pungitopo” con la sezione anconitana di Italia Nostra abbiamo inviato una lettera al Comune di Ancona e alla Soprintendenza informando che, da una ricerca storica effettuata, l’attuale filare di alberi di prima grandezza è presente in via Marconi almeno da metà Ottocento, come mostrano foto d’epoca e antiche mappe della città. Inizialmente c’erano quattro filari che da un lato bordavano la via e dall’altro si affacciavano sul mare: era il lungomare di Ancona, sul quale era presente anche uno stabilimento balneare, il primo della città. Con il passare dei decenni, gli interramenti e le nuove edificazioni sui due lati della via hanno ridotto i quattro filari ad uno: quello ancora esistente, ultima testimonianza preziosa dell’aspetto originario del rione Archi». Gli alberi attualmente presenti risalgono al dopoguerra e il filare è ormai discontinuo, a causa delle mancate sostituzioni degli esemplari seccatisi.

«Purtroppo, sembra proprio che in fase di elaborazione progettuale non si sia tenuta presente l’esigenza di tutela e rispetto di questa alberatura storica. – evidenzia il circolo naturalistico Il Pungitopo- Il previsto abbattimento è infatti segno di noncuranza nei confronti delle testimonianze storiche e per di più le nuove alberature che il progetto attuale prevede sono di dimensioni talmente ridotte che non hanno niente a che fare con i maestosi alberi di prima grandezza che, nonostante le varie sostituzioni dei singoli esemplari, caratterizzano la via da 150 anni». Il circolo naturalistico “Il Pungitopo” e la sezione anconitana di Italia Nostra “Vincenzo Pirani” chiedono pertanto, alla luce delle testimonianze storiche reperite, di mantenere gli alberi presenti,«in quanto ultime testimonianze dell’aspetto della via sin dalla metà del 1800. Chiedono inoltre, sempre per tutelare l’aspetto storico, di completare il filare esistente rimpiazzando gli alberi mancanti con altri platani, della varietà commerciale “platanor”, in quanto resistente alle patologie che interessano questa specie; chiedono la stessa cosa anche per il doppio filare storico che arriva dal primo palazzo porticato sino a Porta Pia, ora interrotto in due parti e che può essere ripristinato sino alla rotatoria della Galleria di San Martino». Se questo dovesse comporta una variante al progetto di riqualificazione del rione, le associazioni ritengono che «sia doveroso procedere in tal senso, di fronte al rischio di perdita dell’ultima testimonianza dell’antico lungomare di Ancona; d’altra parte, varianti in corso d’opera sono pratica comune. A margine, inoltre, si ritiene che una via così larga come via Marconi possa benissimo accogliere alberi come quelli attuali che, al di là del valore storico, garantiscono un’ombra, una qualità dell’aria, una bellezza che gli alberelli da fiore previsti non possono in nessun caso assicurare. Tra l’altro, l’aspetto di via Marconi peggiorerebbe anche perché sul lato opposto ai portici sono presenti diversi palazzi di forme e altezze assai differenti, attualmente parzialmente occultati dai grandi alberi, cosa che dona alla via un aspetto armonico e che mette in risalto i palazzi porticati; gli alberelli previsti, al contrario, non potranno mai svolgere la stessa funzione».

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