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Mense e scuolabus,
estese le esenzioni per il pagamento

JESI - Come stabilito dalla giunta comunale, il limite Isee è salito da 2 a 6 mila euro
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foto d’archivio

 

Sale da 2 mila a 6 mila euro il limite di esenzione Isee per i servizi di refezione scolastica e scuolabus. Lo ha deciso nella sua ultima seduta la Giunta comunale, disponendo l’efficacia del provvedimento a partire dal 1 gennaio 2022, dal momento che la modifica delle tariffe per i servizi a domanda individuale avviene per legge nel rispetto dell’anno solare.
Si amplia così considerevolmente la platea dei beneficiari: nello scorso anno scolastico hanno usufruito dell’esenzione del pagamento della mensa 70 famiglie per complessivi 82 bambini, con il Comune a farsi carico, tramite l’Asp Ambito 9, della spesa presso JesiServizi per oltre 26 mila euro. Sulla base di proiezioni per il nuovo anno scolastico, si stima che 245 alunni di 185 diverse famiglie potranno ottenere l’esenzione del pagamento della mensa, per un esborso, da parte del Comune, previsto in 78 mila euro.
Più difficile calcolare il numero dei bambini che potranno usufruire gratuitamente dello scuolabus: erano 22 lo scorso anno (di 5 mila e 500 euro la spesa sostenuta dal Comune, tramite l’Asp) a cui se ne aggiungeranno altri 13 dei 108 che hanno già prodotto una dichiarazione Isee per le mense scolastiche e che rientrano nella fascia Isee più ampia; resta il fatto che altri 109 alunni usufruiscono dello scuolabus ma non hanno mai prodotto certificazioni Isee. In attesa di ricevere un conteggio completo alla riapertura delle scuole, la Giunta ha prudenzialmente stimato come spesa da sostenere una somma compresa tra 87 e 100 mila euro.
«Con questa decisione – sottolinea l’Amministrazione comunale – Jesi diventa una delle realtà con l’esenzione più alta tra i Comuni della nostra regione, con ciò dando concretezza a quanto previsto dallo Statuto laddove si riconosce il valore sociale della genitorialità assicurando sostegno alla corresponsabilità dei genitori nell’impegno di cura e di educazione dei figli, anche tramite i Servizi sociali ed educativi. Una scelta peraltro in linea con gli obiettivi del 5° Piano di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva predisposto a maggio 2021 dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che prevede, tra le azioni la progressiva estensione del servizio di refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e primaria, a tendere verso l’accesso universale, partendo dai territori dove si concentra la povertà educativa, attraverso una norma che lo inquadri quale livello essenziale delle prestazioni sociali, superando la logica di servizio a domanda individuale».

 

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