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Bimba ucraina in fuga dalla guerra:
staffetta per portarla al Salesi

IL VIAGGIO - La piccola, gravemente malata, è partita da Varsavia con parte della sua famiglia a bordo di un volo della Guardia di Finanza. A Pescara c'era ad attenderla un equipaggio della Croce Gialla per condurla ad Ancona
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L’aereo della Finanza e la Croce Gialla a Pescara

 

Scappano dalla guerra in Ucraina e via Varsavia, tramite un volo organizzato dalla Guardia di Finanza, arrivano a Pescara dove ad attenderli c’era un mezzo della Croce Gialla di Ancona per portarli al Salesi. Un viaggio della speranza quello affrontato ieri da una bimba che necessita di cure urgenti all’ospedaletto dorico. Nell’aereo, un Atr della Guardia di Finanza, oltre alla piccola hanno viaggiato la sorellina, la mamma, la nonna e altre due persone che sono state poi state trasportate all’ospedale di Pescara. Ad attendere all’aeroporto l’arrivo del volo proveniente da Varsavia c’era  il personale della Croce Gialla di Ancona oltre ai militari della Guardia di Finanza. Una volta che l’aereo ha toccato terra la bambina, insieme alla sorellina, alla mamma e alla nonna, è stata presa in consegna dai militi della Croce Gialla.

Assistenza sotto bordo che è stata garantita anche dal personale della Guardia di Finanza: una  pattuglia ha poi scortato il mezzo della Croce Gialla fino all’imbocco del casello dell’autostrada A14. Il mezzo di soccorso attorno alle 20,30 è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dove la piccola è stata presa in consegna dal personale medico presente in struttura. Il servizio è stato effettuato in collaborazione con l’Anpas Marche. Al Salesi ad attendere l’arrivo della famiglia ucraina c’erano anche le Patronesse, cuore pulsante dell’ospedale pediatrico. Si sono mobilitate per dare un alloggio alla famigliola. Il mezzo della Croce Gialla era guidato da Enzo Buoncompagni: «Tutto mi sarei aspettato tranne che di attendere in un aeroporto una famiglia che scappa da una guerra nel cuore dell’Europa. Negli occhi di questa mamma ho visto la disperazione, il senso di smarrimento ma soprattutto la difficoltà nel comunicare. Questa gente è stravolta per quello che siamo riusciti a capire erano in viaggio da diversi giorni. Ora la speranza è che la piccola possa guarire quanto prima».

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