Oltre 600 proiettili detenuti illegalmente:
altro processo per Loris Pasquini

ANCONA - Rinviato a giudizio l'ex ferroviere condannato a 22 anni di carcere lo scorso febbraio per aver ucciso il figlio Alfredo con un colpo di pistola, nella loro abitazione di Roncitelli di Senigallia

Loris Pasquini

 

Un altro processo per Loris Pasquini, il 73enne di Senigallia condannato in primo grado per l’omicidio del figlio Alfredo, avvenuto il 29 marzo del 2021, nella loro casa di Roncitelli. La sentenza del delitto risale allo scorso febbraio e ha visto la condanna a 22 anni di reclusione per il pensionato: 21 per l’omicidio e un anno per il porto abusivo della Beretta calibro 34 con cui aveva sparato al 26enne. Questa mattina, il gup Francesca De Palma ha rinviato a giudizio il 73enne per il possesso illecito di un maxi munizionamento, detenuto in casa. Il processo inizierà il prossimo 27 settembre.

In particolare, al pensionato i carabinieri – all’epoca della perquisizione successiva all’omicidio – avevano sequestrato oltre 600 proiettili di vario calibro, dieci scatole di polvere da sparo e un caricatore calibro 22. Pasquini era presente all’udienza preliminare assieme all’avvocato Silvia Paoletti, che è in co-difesa con il legale Roberto Regni. Attualmente, il 73enne è agli arresti domiciliari. In prima battuta, subito dopo il delitto, era stato portato a Montacuto. Lo sparo che aveva colpito a morto il figlio Alfredo si era verificato all’apice dell’ennesimo litigio. L’ex ferroviere ha sempre sostenuto di aver colpito Alfredo per difendersi. Per la procura, invece, il colpo era stato volontario e intenzionale, per  «eliminare il problema Alfredo», un ragazzo gravato da problemi psichiatrici e già seguito dal Centro di Salute Mentale.

(fe.ser)

Uccise il figlio con un colpo di pistola: Loris Pasquini condannato a 22 anni

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