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Allevamento Trecastelli: «Perchè non dare
in adozione i cani a bassissimo
rischio di contagio da brucellosi?»

L'ASSOCIAZIONE Amici Animali onlus è tornata a portare cibo e a igienizzare i box della struttura con i sigilli. «La Regione per ora ha solo pubblicato un bando ad interesse europeo per poter gestire i 400 esemplari, con una cifra mensile di spesa esorbitante»
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Icani di Trecastelli

 

Sabato scorso i volontari di Amici Animali onlus di Osimo sono tornati a dare una mano all’allevamento di cani sequestrato di Trecastelli, muniti di detersivi, traversine, acqua borica, cibo umido e crocchette anche per gatti, scope e una nuova tosatrice. «A metà febbraio circa 146 cani sono stati trasferiti dall’allevamento al canile di Ostra Vetere perché avevano un basso indice di positività alla brucellosi. – ricorda un comunicato di Amici Animali – L’intento era, o sembra che fosse, quello di ritestarli dietro un nuovo protocollo messo a punto dal Ministero della Salute e Istituto Zooprofilattico, e procedere poi con la prassi per le adozioni di quelli che si riteneva non contagiosi per le persone o almeno con un bassissimo rischio. Ma in questi 2 mesi che sono passati niente é successo, nessun cane é stato ancora ritestato. Noi e altre associazioni di interesse Nazionale, abbiamo scritto ai vari enti preposti ma nessuno ci ha risposto».

Una situazione in stallo che preoccupa tutte le associazioni animaliste. «Ci chiediamo perché si preferisca tenere 400 cani chiusi in due strutture (146 a Ostra Vetere e 254 a Trecastelli) il cui mantenimento é a carico della Regione Marche e cioé di tutti noi cittadini, anziché mettere a punto una procedura per capire quali di questi cani possano essere dati in adozione se a bassissimo rischio di contagio da brucellosi? – si domandano i volontari della onlus osimana – Perché preferire che 400 creature passino la loro vita in un box, che per quanto gli operatori della cooperativa e noi volontari , possano trattarli al meglio, non é mai come essere in una famiglia? Perché non iniziare uno studio su questa malattia, la brucella canis, dato che a tutt’oggi questa epidemia é la prima in Italia e in Europa, per trovare una cura che possa guarire questi cani e quindi renderli adottabili? L’unica cosa che la Regione ha fatto é indire un bando ad interesse europeo per poter gestire questi 400 cani, con una cifra mensile di spesa esorbitante (sembra si parli di circa 30.000 euro al mese)».

I volontari di Amici Animali al canile di Trecastelli

Resta l’amarezza sul silenzio che avvolge i prossimi sviluppi della questione. «Né il Servizio Veterinario, né l’Istituto Zooprofilattico, né il Ministero della Salute ci fanno sapere cosa hanno intenzione di fare. Tutti sembrano preferire stendere un velo su questa bruttissima storia e dimenticare che ci sono 400 cani chiusi dentro a dei box senza nessuna prospettiva futura né di adozione, né di guarigione da una malattia che ha radicalmente stravolto le loro vite. Noi continueremo a pressare i vari enti fino a che non ci faranno sapere cosa intendono fare di questi cani, che ovviamente continueremo a seguire nelle due strutture dove sono ospitati» chiude Amici Animali onlus. Per chi volesse donare un contributo all’associazione di Osimo tramite bonifico, questo è il codice Iban IT23I0854937490000000401700 – Banca di Filottrano s.c. – Filiale di Osimo oppure tramite Paypal usando questa email: amicianimaliodv@libero.it.

 

Trecastelli, allevamento sequestrato: «Restano nell’oblio 146 cani positivi alla brucellosi trasferiti a Ostra Vetere»

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