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Pronto soccorso di Jesi allo stremo:
«Il mancato esame di coscienza del Pd»

SANITA’ - Fabio Sebastianelli (Pdf) replica al capogruppo regionale del Partito Democratico sostenendo che «il depotenziamento degli ospedali è stato compiuto dalla giunta Ceriscioli ed è stato ampiamente denunciato e contestato, nel tempo, dai comitati»
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Fabio Sebastianelli

 

«Sono come minimo 10 anni che la sanità marchigiana è in sofferenza ma sembra che il Pd se ne accorga solo quando è all’opposizione». L’obiezione arriva da Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale marchigiano del Popolo della Famiglia, in risposta a quanto affermato dal capogruppo regionale dem Maurizio Mangialardi. «Il Popolo della Famiglia non ha mai avuto problemi a contestare le mancanze indipendentemente dagli schieramenti a cui esse appartengono – continua Sebastianelli – per cui possiamo in totale obiettività e in tutta tranquillità confutare quanto affermato da Mangialardi. Ad esempio: quando sostiene che le strutture sanitarie dei territori della Vallesina, di Fabriano e di Senigallia “sono duramente provate dalla politica sanitaria regionale degli ultimi due anni” , dimentica che il depotenziamento degli ospedali nei luoghi citati è stato compiuto dal Pd con la giunta Ceriscioli ed è stato ampiamente denunciato e contestato, nel tempo, dai comitati a difesa degli ospedali e non solo. Strano che come ex sindaco di Senigallia non se ne ricordi».

Il pronto soccorso dell’ospedale di Jesi

Sebastianelli è scettico in particolare su alcuni passaggi.«Ammesso che risponda a realtà poi, il dirottamento delle chiamate d’emergenza citate verso il Carlo Urbani di Jesi dipende per la maggior parte da questo fatto. Forse, prima di criticare le altrui gestioni, il Pd dovrebbe fare un esamino di coscienza. – sottolinea – Parliamo ora delle attese di pazienti e ambulanze per l’ingresso ai reparti di Pronto soccorso: innanzitutto è bene considerare il fatto che ogni paziente prima di entrare è sottoposto a tampone e deve attendere l’esito in barella. Questo comporta, ovviamente, un aumento del tempo di attesa. In secondo luogo va tenuto conto della carenza di personale che, purtroppo, porta allo stremo, denunciato da Mangialardi, delle forze del personale rimanente. Anche riguardo a questo punto il consigliere regionale dimentica che la carenza di personale è dovuta alla mancata programmazione della copertura delle piante organiche svuotate dai pensionamenti e mai rimpiazzate e, in parte, alle sospensioni dal lavoro del personale non vaccinato decise dal Governo nazionale di cui anche il Pd fa parte. Il Pd – conclude Sebastianelli- ha avuto l’occasione per trattare questi problemi quando era al Governo della regione e non l’ha fatto. Anzi non solo ha contribuito ad aumentarli ma ora ha anche l’ardire di contestare e rivendicare ciò che ha provocato con il suo malgoverno».

 

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