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Orte-Falconara, entro il 2026
il raddoppio della tratta ferroviaria
Genga-Serra San Quirico

FABRIANO - Iniziato oggi pomeriggio il ‘Dibattito Pubblico’ per illustrare nel dettaglio il secondo lotto del progetto, già finanziato con i fondi del Pnrr per 382,4 milioni di euro. L’assessore regionale Francesco Baldelli: «Avviata la grande sfida strategica del potenziamento della linea Ancona-Roma»
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Il primo incontro a Fabriano sul progetto del raddoppio della Falconara-Orte, in collegqmento il vice ministro Teresa Bellanova

 

Raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconara, il ‘Dibattito Pubblico’ sull’efficientamento infrastrutturale parte da Fabriano e dall’entroterra montano con un focus sul secondo lotto, quello di Genga-Serra San Quirico.

Francesco Baldelli (foto d’archivio)

«Oggi comincia, con la conferenza stampa di apertura del Dibattito Pubblico, la grande sfida strategica del potenziamento della ferrovia Ancona-Roma». Introduce così il suo intervento l’assessore alle Infrastrutture della Regione Marche, Francesco Baldelli alla prima tappa del Dibattito Pubblico, procedura innovativa istituita per ascoltare le esigenze dei territori, nella convinzione che questo confronto possa elevare la qualità di un’opera attesa da decenni da chi vive e lavora nella regione. Al centro del dibattito, a cui hanno partecipato a distanza il vice ministro Teresa Bellanova, il commissario straordinario di Governo per l’opera Vincenzo Macello, la presidente della Commissione nazionale Dibattito Pubblico Caterina Cittadino, la coordinatrice della Commissione Pnrr-Pniec, Elisa Scotti, il presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali e il coordinatore del dibattito pubblico Alberto Cena il potenziamento e il raddoppio della ferrovia Ancona-Roma nella tratta di 21,5 km Pm228 – Castelplanio, il lotto 2 tra i comuni di Genga e Serra San Quirico, un progetto già finanziato interamente con i fondi del Pnrr pari a 382,4 milioni di euro, e la cui consegna è prevista per il 2026.

«Abbiamo offerto il contributo dell’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Marche – ha detto Baldelli – nell’ambito di una procedura innovativa istituita per ascoltare le esigenze dei territori, convinti che questo confronto sia destinato ad elevare la qualità di un’opera attesa da decenni da chi vive e lavora nella regione. Il dibattito pubblico è un metodo efficace per discutere di opere così importanti che vanno affrontate insieme ai principali attori dello stesso territorio, istituzioni in primis, in un gioco di squadra finalizzato a migliorare, attraverso il contributo in termini di idee e proposte, anche la competitività dell’intera regione».«La Orte-Falconara – prosegue l’assessore – è una infrastruttura strategica per il rilancio della grande questione ‘Centro Italia’ e dei collegamenti europei in direzione est-ovest. Una infrastruttura che deve poter interagire con le altre infrastrutture chiave per passeggeri e merci, come i porti di Ancona e Civitavecchia e l’Interporto di Jesi, dove la stessa Rfi sta allestendo una banchina per ospitare convogli treni da 750 metri. Questo intervento di potenziamento e raddoppio trasformerà la stessa Fabriano in un hub dei territori interni, dando competitività a tutta la fascia appenninica».

«Con il Ministero e Rfi – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture della Regione Marche – stiamo, infatti, potenziando e completando gli studi per un anello ferroviario che colleghi il sud al nord delle Marche, passando per Fabriano e creando una rete complementare alla linea ferroviaria adriatica in grado di indirizzare i flussi di traffico lungo le grandi direttrici. Tutti questi interventi vanno inseriti in un sistema di infrastrutture coerenti con il Libro Bianco sui Trasporti dell’Unione Europea: per questo motivo Regione, Ministero e Rdi sono allineati per offrire una rete infrastrutturale coerente con i concetti di interconnessione, intermodalità e sostenibilità».«Siamo certi che Rfi, grazie alla grande qualità tecnica di cui dispone, saprà affrontare e risolvere quelle interferenze e criticità legate ai territori dall’alto valore paesaggistico, caratterizzati da una struttura orografica molto delicata. Il dibattito pubblico servirà anche a questo, e la Regione Marche, con i propri uffici e tecnici, collaborerà insieme agli altri Enti coinvolti, affinché queste problematiche, in parte già sollevate, vengano risolte». Insieme a questo importante intervento, per la Regione Marche è necessario parallelamente investire nel potenziamento, nella velocizzazione e, dove necessario, nel raddoppio, della stessa linea nei tratti tra Fabriano e Foligno e tra Spoleto e Terni. Esigenza confermata da Rfi che ha già attivato le revisioni progettuali. Un apprezzamento, infine, è stato espresso dall’assessore Baldelli verso il Ministero per la nomina di un Commissario di grande qualità come l’Ing. Macello «che, siamo sicuri, saprà garantire velocità di esecuzione e certezza dei tempi di realizzazione, in una sfida difficile e al tempo stesso affascinante per i tempi di esecuzione». òE’ molto articolato il calendario del Dibattito Pubblico che si articoleranno fino a giugno nelle varie realtà dell’area montana (info. sulle date dei vari appuntamenti al link).

IL RADDOPPIO DELLA TRATTA PM228 – CASTELPLANIO LOTTO 2

La realizzazione del potenziamento della Linea Ferroviaria Orte-Falconara è un investimento nazionale che punta ad incrementare la resilienza dell’infrastruttura (grazie all’adeguamento delle dotazioni infrastrutturali) e l’accessibilità all’infrastruttura (migliorando l’integrazione modale del sistema ferroviario). L’intervento, che si colloca nel filone dell’evoluzione del sistema ad “Alta Velocità di Rete” (Avr), ha l’obiettivo di massimizzare le prestazioni dei maggior centri urbani del Centro Italia (Ancona – Roma), tramite l’adeguamento della rete esistente e la realizzazione ex novo di varianti e tratte integrative. Il raddoppio della linea  è ritenuto indispensabile per il miglioramento e lo sviluppo ferroviario, in quanto ad oggi la linea è interamente ad unico binario: questo fa sì che i treni merci procedano lentamente e con la precauzione di larghi distanziamenti rispetto ad altri treni.

Tra le tratte ancora da realizzare sono stati pertanto individuati gli interventi da sviluppare prioritariamente grazie alla disponibilità dei fondi del Pnrr, tra cui il raddoppio oggetto della presente progettazione, che costituisce il secondo dei tre lotti in cui è stata divisa la tratta funzionale P.M. 228-Castelplanio (21,5 km): Lotto 1: P.M. 228 – Genga; Lotto 2: Genga-Serra S. Quirico; Lotto 3: S. Quirico-Castelplanio. Il Lotto 2, sul quale è stato avviato il dibattito pubblico, è stato individuato come prioritario e rientra all’interno del Pnrr, mentre la realizzazione del Lotto 3 e del Lotto 1 avverrà successivamente con separati finanziamenti. La realizzazione del lotto, comprensiva di progettazione esecutiva, si concluderà nel 2026. Il costo complessivo del raddoppio del tracciato è di 382.4 milioni di euro, già interamente finanziati.

La direttrice Orte – Falconara raffigura un elemento infrastrutturale di vitale importanza per l’ottimizzazione dei servizi ferroviari interregionali, che al momento sono caratterizzati da un unico binario e quindi da tempi di percorrenza molto lunghi. Gli obiettivi della tratta, dunque sono incentivare l’offerta ferroviaria e ridurre i tempi di percorrenza, per favorire il flusso degli spostamenti dei passeggeri; incrementare il traffico merci tra il Lazio, l’Umbria e le Marche. La Linea Orte-Falconara costituisce l’asse portante del sistema ferroviario Lazio – Umbria – Marche, che è collegato al corridoio Scandinavia – Mediterraneo della Rete Centrale istituita dall’Unione Europea nell’ambito della Rete strategica transeuropea di trasporto (Ten-T core network). Va sottolineato che nel corridoio rientra il porto di Ancona, che costituisce una Piattaforma Intermodale per le Interconnessioni Portuali. Per questo, la tratta Orte-Falconara fa parte anche della Rete Globale ferrovie e aeroporti del Centro Italia, che incorpora le infrastrutture per l’accesso alla Rete Centrale. Infine, è importante ricordare che il progetto di “Potenziamento Infrastrutturale Orte-Falconara raddoppio della tratta PM228-Castelplanio lotto 2”, sottoposto a dibattito pubblico, è inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Next Generation Italia.

IL TRACCIATO

Il lotto 2 “Genga – Serra San Quirico” ricade nel territorio della Provincia di Ancona, in particolare nei comuni di Fabriano, Genga e Serra San Quirico. Un quarto comune interessato è Cerreto D’Esi, selezionato per il deposito di terre e rocce da scavo, previsto in fase di cantierizzazione. Il tracciato del Lotto 2 si sviluppa dalla Stazione di Genga alla Stazione di Serra San Quirico. Il tracciato di progetto si richiude sulla linea storica allacciandosi al Lotto3.

Lo sviluppo complessivo è di 8,9 Km (con riferimento al binario dispari), di cui circa 7 Km in affiancamento alla linea esistente. Il progetto si sviluppa in una alternanza di gallerie, viadotti e tratti allo scoperto. Il tracciato del Lotto 2 ha inizio poco prima dell’imbocco della galleria “Valterra”, nel comune di Genga. Percorsa la galleria, il tracciato esce allo scoperto in corrispondenza di Via San Vittore (presso la frazione Gattuccio), e prosegue in viadotto, costituito da tre campate, per una lunghezza totale di 210m. Dopo un breve tratto in rilevato, si arriva al nuovo impianto della stazione di Genga. La nuova stazione sarà costituita da un viadotto scatolare e delocalizzato dalla preesistente stazione storica. Ci sarà una nuova piazza tra la stazione storica e la nuova stazione, con possibilità di introdurre attività commerciali e di ristorazione lungo il perimetro. In uscita dalla stazione di Genga, il tracciato interseca via G. Marconi, procede con la Galleria “Genga” e prosegue allo scoperto fino al raggiungimento della successiva galleria “Mogiano”. All’uscita della Galleria “Mogiano”, ancora nel Comune di Genga, il tracciato prosegue incontrando il secondo ponte ferroviario a 8 campate e doppio binario per una lunghezza complessiva di 245 metri. In uscita dal viadotto, superata l’interferenza con la viabilità di accesso alla frazione Palombare e sul ponte del fiume Esino presso la frazione Pontechiaradovo, si entra in Galleria “Chiaradovo”, situata fra i Comuni di Genga e Fabriano.

In uscita dalla galleria, il tracciato prosegue scavalcando la viabilità esistente e continua con un viadotto che consente l’attraversamento del Fiume Esino. In uscita dal viadotto, il tracciato entra in galleria “La Rossa”, dove verrà realizzata un’area di sicurezza, in collegamento con il piazzale di emergenza gestito da Anas. Percorsa la galleria “La Rossa”, il tracciato prosegue sul viadotto sopra al fiume Esino per entrare poi in Galleria Murano. L’ultimo tratto dell’intervento si inserisce in quello che è il sedime esistente della Orte – Falconara. Il tracciato entra nella stazione di Serra San Quirico e si conclude con il riallaccio alla linea storica, tramite il passaggio da doppio a semplice binario. Nella stazione, gli spazi di sosta saranno ricollocati nelle aree ferroviarie a disposizione e nel piazzale, oltre al parcheggio, sono presenti due nuovi fabbricati ad uso delle tecnologie. Le aree esterne saranno caratterizzate dalla presenza di arredi e alberature per l’ombreggiamento dei parcheggi e delle aree pedonali, privilegiando specie vegetali a bassa manutenzione.

I CANTIERI

Per realizzare le opere in progetto è necessaria l’installazione di una serie di aree di cantiere lungo il futuro tracciato della linea ferroviaria. La realizzazione degli interventi avrà una durata di 1.130 giorni. Durante i lavori sono previste mitigazioni per ridurre l’impatto delle attività di cantiere. In particolare, si prevedono interventi di recupero e di ripristino ambientale delle aree direttamente interessate dal progetto. Per tutta la durata dei cantieri in prossimità delle lavorazioni sarà effettuato un monitoraggio delle principali componenti ambientali: acque, flora e fauna, rumori, vibrazioni, paesaggio. Da quanto emerso dallo Studio di Impatto Ambientale e dal Progetto Ambientale della Cantierizzazione, non essendo state evidenziate criticità a carico della componente atmosfera, non si ritiene necessario prevederne il monitoraggio.

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