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Il papà del piccolo Mattia
verso l’esposto in procura:
«Non voglio che succeda mai più»

ALLUVIONE - Tiziano Luconi lo annuncia, in una lunga intervista rilasciata a 'Il Corriere della Sera', rimarcando che «non è possibile nel 2022 morire per una pioggia. Perchè l’allerta non è scattata?»

Il piccolo Mattia, insieme al papà Tiziano Luconi

 

di Antonio Bomba

Morte del piccolo Mattia. Pronto un esposto in procura. Ad annunciarlo il padre del bimbo di 8 anni travolto dall’alluvione, Tiziano Luconi, durante una lunga intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera” in cui il dolore e la rabbia si uniscono a mille dubbi e quesiti ancora irrisolti. Una serie di perché ai quali Luconi cercherà di trovare risposta attraverso le vie legali. «Sì, all’improvviso ho sentito dentro di me -spiega al Corriere il papà di Mattia- il bisogno di chiamare un mio amico avvocato. Presenteremo un esposto in Procura: perché non è possibile nel 2022 morire per una pioggia. Non voglio che succeda mai più, non voglio che altri Mattia vengano sacrificati in questo modo, che altri genitori piangano la morte dei propri figli. Chiedo: perché l’allerta non è scattata? Ad Arcevia, a Cantiano, già dalle 19.20 stavano sott’acqua».

Sono al momento ignoti i reati ipotizzati nell’esposto, rivolto con ogni probabilità verso ignoti. Anche perché nel prosieguo dell’intervista rilasciata a Fabrizio Caccia e Alfio Sciatti, Luconi lascia bene intendere che non cerca un colpevole, ma gli eventuali reali responsabili. Ammette che non gli piace puntare il dito contro nessuno ma «perché domando, nessuno quella sera ha usato un telefono, un fax, l’alfabeto Morse? In Giappone quando arriva uno tsunami ci sono quelli che con i megafoni avvisano la popolazione». Un amaro sarcasmo circonda un po’ tutte le sue dichiarazioni. Anche quando lancia una dura accusa sullo stato del Nevola, affluente del Misa: «Da due anni c’era una catasta di tronchi secchi. Se li davano ai contadini ci avrebbero fatto la legna e non sarebbe stato male, visto il caro energia…».

Mattia Luconi era scomparso giovedì 15 settembre durante l’alluvione di Senigallia, strappato dalla furia dell’acqua alle braccia della madre la quale stava tentando di portarlo in salvo dall’auto su cui stavano viaggiando e ritrovatasi per puro caso in mezzo a quell’ondata di acqua e fango che in un modo o nell’altro ha cambiato la vita di tutti noi marchigiani. Per otto giorni le sue ricerche hanno tenuto tutta l’Italia con il fiato sospeso. Ciò fino a venerdì 23, quando il suo corpicino è stato ritrovato in un campo nel comune di Tre Castelli, purtroppo privo di vita, a metà pomeriggio. Ancora ieri il papà chiedeva di accendere un lume o una candela in memoria del suo bambino, visto anche quanto a Mattia piacevano gli effetti che una simile luce riesce a creare. Oggi l’annuncio delle vie legali per ottenere giustizia.

 

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