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L’accoglienza alla Tenda di Abramo:
«Siamo qui per non arrenderci
alle cose così come sono»

FALCONARA - Presentato il bilancio sociale dell'associazione che offre ospitalità ai senzatetto. La presidente Sara Bugari ha fatto anche il punto sulla insufficienza delle strutture per la prima accoglienza sul territorio: «Si procede tramite lista d’attesa e ad oggi i nomi dei senza dimora che aspettano di entrare sono ben 37»
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Accoglienza, vicinanza, sensibilizzazione. L’organizzazione di volontariato Tenda di Abramo – OdV non ha mai allentato il proprio impegno per le persone senza dimora, anche nel periodo estremamente complesso della pandemia, quando per la prima volta in più di trent’anni per ragioni di sicurezza sanitaria l’organizzazione ha dovuto chiudere e contingentare l’accesso al centro di via Flaminia 589. Anzi, nelle difficoltà i duecento volontari hanno dato un rinnovato slancio al loro impegno,«per non arrendersi alle cose così come sono». Lo racconta il bilancio sociale 2021 che Tenda di Abramo – Centro di solidarietà e Servizio, presentato ieri. «Anche il 2021, come l’anno precedente, è stato fortemente caratterizzato dal contesto sanitario esterno –  spiega l’introduzione – l’annata trascorsa ha visto la realizzazione di nuovi servizi, la ripresa dell’accoglienza ordinaria e il rinnovato impegno di sensibilizzazione alla cultura dell’accoglienza».

Rispetto all’accoglienza, spiega il Bilancio, dalla riapertura a luglio 2021 sono stati venti gli ospiti seguiti nella struttura della odv gestita in comodato gratuito dalla Diocesi di Ancona Osimo. Età media sopra i 45 anni, cinque di questi sono italiani. Un mese in media la permanenza. Dieci le persone che l’odv ha provveduto ad accogliere in strutture alberghiere nei mesi più freddi tra gennaio e aprile 2021. Fra i nuovi servizi consolidati c’è quello delle docce, di cui tra novembre 2020 a giugno 2021 hanno usufruito venti senza dimora per 140 servizi di igiene personale. È proseguita anche la preparazione dei pasti del giovedì sera poi consegnati dai volontari di RiBò Unità di Strada Falconara e grazie alla collaborazione con Asur Marche, alla Tenda di Abramo sono state effettuate delle vaccinazioni da parte dei medici dell’Esercito. Così come un ruolo importante l’ha avuto il servizio di ascolto telefonico rivolto alle persone che hanno per un periodo alloggiato nel centro. Intenso è rimasto il lavoro di rete con numerose realtà associative e istituzionali del territorio, per cercare soluzioni sempre migliori. Non di secondaria importanza è stata la costante promozione della cultura dell’accoglienza e la sensibilizzazione verso le tematiche delle persone senza dimora che i volontari hanno curato. E che si è concretizzata nella iniziativa #covidinstrada, ideata in rete con altre associazioni per porre all’attenzione pubblica le difficoltà durante la pandemia. Così come si sono tenuti incontri aperti alla cittadinanza per denunciare dinamiche e problemi.

Sara Bugari

La stessa presentazione del Bilancio sociale è stata l’occasione per fare il punto sulla insufficienza delle strutture per la prima accoglienza nel nostro territorio. «La Tenda di Abramo per questioni legate all’emergenza sanitaria al momento può ospitare 7 persone, di cui 2 donne per un totale 15 notti. Si procede tramite lista d’attesa e ad oggi i nomi dei senza dimora che aspettano di entrare sono ben 37. Si tratta di persone che chiamano direttamente o segnalate dai Servizi del territorio o da altri Centri.  L’Associazione RiBò Unità di strada di Falconara riferisce di incontrare ogni settimana dalle 30 alle 40 persone in strada – spiega nella nota  Sara Bugari, presidente Tenda di Abramo odv –  In questo periodo sono circa 47 i posti che si possono dedicare alle persone senza dimora nei Centri di prima accoglienza della provincia di Ancona, quelli di Ancona, Falconara Marittima, Jesi e Senigallia. Su 47, circa 6 posti sono per donne.  A livello regionale, non tenendo conto della provincia di Ancona, la disponibilità è di circa 78 di cui 8 per donne. In questo caso si fa riferimento alle strutture di Pesaro, Fabriano, Civitanova e Porto Sant’Elpidio in aggiunta alle precedenti».

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