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«Superbonus 90% e blocco cessioni crediti
ridurranno gli interventi penalizzando
i proprietari a reddito basso»

IL CENTRO Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Enea, al 31 dicembre 2022. Nella nostra regione sono state presentate 8.906 pratiche di ammissione per un totale di 1 miliardo e 658 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione, con una percentuale di interventi conclusi del 73,6 per cento
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Paolo Silenzi

 

 

 

Superbonus si cambia. Nel 2023 dal 110 si passa allo sconto del 90 per cento sui lavori di risparmio energetico degli edifici. Salvo alcune eccezioni per le quali rimane il bonus del 110 per cento. I condomini con delibera assembleare di esecuzione lavori adottata entro il 18 novembre e comunicazione della Cila entro il 31 dicembre, i condomini con delibera dell’assemblea presa tra il 18 e il 24 novembre e comunicazione Cila entro il 25 novembre. Infine gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici per i quali entro il 31 dicembre è stata presentata l’istanza di acquisto del titolo abitativo. Per le singole unità immobiliari che al 30 settembre 2022 avevano realizzato almeno il 30 per cento dei lavori, è prevista una proroga a marzo 2023 per concludere l’intervento.

Per tutte le altre singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale e con un reddito familiare inferiore a 15.000 euro, è previsto il bonus del 90 per cento per tutto il 2023. Per le altre villette unifamiliari, il superbonus finisce qui. Nel 2024 il superbonus per i condomini scenderà al 70 per cento e nel 2025 al 65 per cento.

 

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I numeri del superbonus Nelle Marche.  Secondo il Centro Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Enea, «al 31 dicembre dell’anno che si è appena concluso, nella nostra regione erano state presentate 8.906 pratiche di ammissione al superbonus per un totale di 1 miliardo e 658 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione, con una percentuale di interventi conclusi del 73,6 per cento.  Gli interventi sui condomini sono stati 1.818 per 935,6 milioni di euro di investimenti, quelli sulle villette unifamiliari sono stati 4.388 per 476,8 milioni di euro e quelli su abitazioni con ingresso indipendente hanno riguardato 2.700 edifici per 246 milioni di euro.

Ogni mese, mediamente, sono stati presentati 500 nuovi progetti, con un picco di 1.483 progetti a settembre 2022.  L’investimento medio per ciascun condominio è stato di 514 mila euro mentre i proprietari di abitazioni unifamiliari hanno investito in media 108 mila euro e  per le unità abitative indipendenti si è sceso a 91 mila euro.  I lavori finanziati dal superbonus hanno generato un valore economico pari al 7,5 per cento del Pil marchigiano. Inoltre nel settore edile ci sono stati 6 mila occupati in più».

 

«Con le nuove regole – affermano il presidente Cna Marche Paolo Silenzi e segretario Moreno Bordoniquest’anno assisteremo ad un netto calo dei lavori di efficientamento energetico delle abitazioni marchigiane.

Si tratta di edifici che, nel 70 per cento dei casi, sono stati costruiti più di cinquanta anni fa e che, nel 2030, rischiano di non poter essere venduti o affittati perché non rientrano nelle classi energetiche richieste dall’Unione Europea, con un danno patrimoniale enorme per i marchigiani proprietari di casa.  I crediti incagliati. Oltre al “taglio” del superbonus, le imprese edili si trovano alle prese anche con il blocco della cessione dei crediti.  Il rischio è quello di una grave crisi di liquidità. Secondo i dati Cna, su 62,4 miliardi di crediti, quelli tuttora incagliati sfiorano i 50 miliardi, con 150.000 cantieri bloccati, 60.000 imprese e un milione di lavoratori a rischio. Nelle Marche i crediti bloccati superano il miliardo di euro con quasi 2 mila imprese coinvolte e 3.000 cantieri fermi».

«Chi ancora acquista crediti – denuncia Marco Rossi, presidente Cna Costruzioni Marche – lo sta facendo a percentuali bassissime, sfruttando la disperazione delle imprese.  Se all’inizio il credito al 110 per cento veniva acquistato in media al 102 per cento, ora si arriva anche all’85 per cento. Le banche affermano di aver esaurito la capacità fiscale ma Poste e Cassa Depositi e Prestiti non hanno questo problema eppure non prendono crediti ugualmente. Deve intervenire il Governo convocando un tavolo con l’Abi e le associazioni di categoria». «La Soa per gli appalti privati. Come se non bastasse, da 1 luglio 2023, per usufruire dei bonus edilizi su lavori privati di importo superiore a 516.000 euro, sarà obbligatorio rivolgersi a società con apposita certificazione Soa, finora richiesta solamente alle imprese che partecipavano ad appalti pubblici.

Una misura che introduce barriere burocratiche che rischiano di escludere dalla riqualificazione edilizia, le micro e piccole imprese.  Un superbonus per i ricchi. Con il bonus al 90 per cento e la frenata sulla cessione dei crediti – sostiene la Cna Marche – verranno penalizzati i titolari di redditi bassi.  Il superbonus sarà scelto solo da chi è fiscalmente capiente e cioè paga un Irpef tale da poter sostenere rimborsi fiscali di decine di migliaia di euro. Gli altri, non potendo più fare affidamento (o potendolo fare solo in parte) sullo sconto in fattura o sulla cessione del credito, dovranno rinunciare ad aprire i cantieri».

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