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Francesco Rubini, Aic: «Sul porto
centrosinistra e centrodestra
cadono in contraddizione»

ANCONA - Il candidato sindaco del movimento che raggruppa tutte le forze di sinistra, applaude alla scelta di Governo e Regione di realizzare una 'penisola' al nord che andrà ad ospitare il traffico merci e passeggeri, ma sottolinea che «Tutto questo non ha senso se ancora si persegue il banchinamento del molo Clementino. Fermiamo questo scempio». Soddisfatta Italia Nostra

Francesco Rubini

di Antonio Bomba

Soddisfatto dell’accordo tra il ministero e la regione, ma per Ancona e l’ambiente si può e si deve fare di più. È questo il pensiero di Francesco Rubini, candidato sindaco di Altra Idea di Città, all’annuncio dei finanziamenti che arriveranno sul porto di Ancona dopo il colloquio tra il vice ministro Edoardo Rixi e il governatore Francesco Acquaroli.

«La notizia dell’inserimento in finanziaria – è l’inizio della nota inviata da Rubini – del progetto di realizzazione della penisola a nord delle banchine 25 e 26 nel porto dorico è una buona notizia per la città. È una buona notizia – va avanti – perché persegue l’obiettivo non più rinviabile di spostare verso nord il traffico merci e passeggeri portando a termine la progressiva liberazione del porto antico con conseguente sua rifunzionalizzazione in chiave sociale e aggregativa».

«Su questo fronte – va avanti l’avvocato dopo una lunga premessa positiva – però, centrodestra e centrosinistra, segnano un elemento di grande contraddizione. La domanda infatti è la seguente: che senso ha proseguire, giustamente, con il processo di liberazione del porto antico tramite lo spostamento degli attracchi a nord se poi si insiste con il folle progetto di realizzazione della banchina grandi navi al molo clementino? In tal senso, semmai ce ne fosse davvero bisogno, il progetto di Penisola annunciato ieri da Rixi e Acquaroli conferma che i grandi traffici merci e passeggeri devono essere allontanati dal centro e dalle aree storiche e monumentali del porto e delle aree circostanti».

«È quindi impensabile – inizia le propria conclusioni Rubini – immaginare di realizzare nel cuore del porto antico una banchina di 2.400mq da destinare all’attracco di navi lunghe 300metri e alte 60, con conseguenti effetti negativi in termini paesaggistici, inquinanti e di salute pubblica. C’è ancora tempo per fermare questo scempio. Ci auguriamo presto che tutta la politica locale possa unirsi a noi in questa mobilitazione decisiva per il futuro della città».

Sul tema ha detto la sua anche la sezione di Ancona di Italia Nostra: «Si apprende dalla stampa – scrivono nel loro comunicato – che la regione Marche avrebbe chiesto ai ministeri competenti l’inserimento della spesa presunta per realizzare l’ampliamento della banchina Marche, nel porto di Ancona, con la realizzazione del banchinamento della scogliera di sovra flutto e relativa ‘penisola’. Questa è la richiesta principale avanzata da qualche anno da Italia Nostra e condivisa anche dalle altre associazioni ambientaliste di Ancona, per la redazione del nuovo piano regolatore del porto. In tal maniera – proseguono a spiegare – sarebbe possibile spostare tutto il porto commerciale verso la nuova darsena e, diciamo noi, eliminare la previsione del porto crocieristico al molo Clementino il cui progetto è attualmente all’esame della commissione nazionale Via Vas. Si potrebbe finalmente recuperare alla città il porto storico – conclude il direttivo della sezione Vincenzo Pirani – aprendolo alle attività cittadine e realizzando la famosa passeggiata a mare. La notizia è interessante e sembra dimostrare come la politica qualche volta possa prendere spunto dalle proposte della società civile. Seguiremo l’iter con attenzione ed interesse».

 

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